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Umbria, le costruzioni trainano la ripresa ma le imprese sono a rischio stop

Catia Turrioni
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Le costruzioni hanno contribuito in maniera determinante alla ripresa economia dell’Umbria ma adesso i cantieri edili rischiano di fermarsi mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese e migliaia di posti di lavoro. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro che si è svolto ieri, a palazzo Donini, per presentare il report di Cna - Cresme, Istituto di ricerca di Roma. Presenti, la governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei; il segretario nazionale Cna, Sergio Silvestrini; il presidente di Cna Umbria, Michele Carloni; il presidente di Cna costruzioni, Emanuele Bertini e il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini.

 

 

 

 

 

 

 

L’indagine ha certificato il ruolo di volano del comparto nel trainare il balzo del Pil regionale oltre il 6% nel 2021. “Il contributo che il settore delle costruzioni ha portato alla crescita economia dell’Umbria lo scorso hanno vale 3,5 miliardi - ha spiegato Bellicini - di questi, poco meno di 2,9 miliardi sono interventi di nuova costruzione e oltre 2,3 miliardi sono interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente. Se consideriamo nell’analisi anche la manutenzione ordinaria, pari a 640 milioni di euro, gli interventi sul patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente rappresentano l’85% del valore della produzione delle costruzioni. Possiamo dire che l’Umbria si pone alla testa delle regioni italiane per il peso della riqualificazione”. Numeri che hanno fatto crescere gli investimenti del 23%.
In questo contesto è evidente il ruolo giocato dalle varie detrazioni fiscali previste sui lavori edili che hanno attivato investimenti per oltre un miliardo. Incentivi che hanno fatto ripartire anche il mercato delle compravendite immobiliari che si è modificato in seguito alla pandemia. “Chi oggi acquista una casa - ha spiegato Bellicini - predilige abitazioni dotate di spazi all’aperto, più sostenibili e tecnologiche. Inoltre, un contributo importante alla ripartenza del comparto è arrivato dalla ricostruzione post sisma, soprattutto da quella privata”. Ma i nodi non mancano. Il presidente Cna costruzioni, Bertini, ha posto l’accento su come l’aumento delle materie prime e il blocco della cessione del credito rischino di fermare definitivamente non solo il superbonus ma anche i bonus minori che in Umbria, nel 2021, hanno giocato un ruolo di primo piano per la ripresa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il segretario generale Silvestrini ha parlato di decine di migliaia di imprese che rischiano di fallire in quanto non riescono a cedere i crediti d’imposta legati ai bonus edilizi. “Le aziende non hanno nulla a che fare con comportamenti fraudolenti e non possono essere penalizzate per colpe che non hanno - ha rimarcato il presidente regionale Carloni - Anzi, lavorando in stretta sinergia con la pubblica amministrazione possono continuare a dare un contributo positivo sia nella riqualificazione del patrimonio immobiliare sia nella realizzazione di nuove opere pubblcihe e, più in generale, alla crescita dell’Umbria. Serve responsabilità da parte di tutti”.
A pesare sulla crescita dell’Umbria c’è, come evidenziato dal Cresme, anche la crisi demografica. Ma a questa problematica, ha spiegato Tesei, la Regione sta rispondendo in maniera organica attraverso un ampio sistema di sostegni alle famiglie. “E comunque - ha detto la presidente rivolgendosi agli imprenditori umbri - noi ci siamo sempre e siamo sempre disponibili al confronto”.