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Spoleto, nuova cessione per l'ex Maran: arriva il Gruppo Exacta

Rosella Solfaroli
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“Calano le commesse, hanno portato le lavorazioni principali nelle sedi potenziate di Lecce e di Roma. Se dobbiamo vendere, veniamo allo scoperto”. La preoccupazione per quella che potrebbe essere una nuova storia per l’azienda Maran, arriva dalle tre sigle sindacali della Fisascat Cisl Umbria, della Filcams Cgil e Uilcom Uil. Un’azienda che conta oggi circa 180 dipendenti e che ormai da più di tre anni è passata dalle mani della famiglia D’Attanasio del compianto Nazzareno, morto nel 2015, alla Hoist Italia del country manager Clemente Reale e che potrebbe essere rilevata a breve del Gruppo Exacta - Team Evolution. Hoist che, è bene ricordarlo, nel 2019 impedì l’allora paventata chiusura definitiva di una delle ultime attività lavorative rimaste a Spoleto.

 

Abbiamo ricevuto una offerta non vincolante che, sì, potrebbe anche diventarlo, non lo nego - spiega il country manager della Hoist Italia, Clemente Reale - al momento nulla è cambiato e nulla cambierà. Una offerta che riteniamo potrebbe diventare definitiva comunque non prima di tre o quattro settimane e che a quel punto parteciperemo con i sindacati. Insomma, è probabile che la Maran possa essere venduta ma vorrei anche spiegare che il gruppo Hoist da tempo sta facendo una analisi strategica delle sue attività nei vari Paesi e sta ricevendo ovunque delle proposte. In alcuni casi abbiamo venduto, come in Inghilterra, in altri no. Sicuramente - conclude Reale – soprattutto per i dipendenti, sarà per il meglio e non per il peggio. In ogni caso”. Anche se pare che proprio questa mattina “i vertici di Hoist Italia, così come hanno riferito alle Rsa della sede di Spoleto – scrivono in una nota le sigle sindacali - saranno presenti per discutere e analizzare il valore e le condizioni del sito insieme a quelli del Gruppo Exacta- Team Evolution Spa, società che fa capo a Carlo Palla, ex direttore di Maran. Ciò lascia intendere che nell’immediato futuro potrebbe verificarsi un cambio di proprietà per la sede spoletina”.

 

E se sulla trattativa in corso è lo stesso Country Manager a confermare, per le tre sigle sindacali tutto ciò, in qualche modo, striderebbe con le rassicurazioni fatte loro dalla dirigenza dell’azienda di Santo Chiodo lo scorso 24 maggio. Quando la “proprietà di Hoist Italia – prosegue la nota di Gola, Taborro e Pierantoni - aveva rassicurato le Ooss che, nonostante il calo del fatturato di circa il 30 per cento, si sarebbe impegnata nel garantire livelli occupazionali e standard nella qualità dei servizi”. Ma non è tutto. “Ricordiamo che il 31 dicembre 2022 scadrà la deroga alla retribuzione dei lavoratori siglata nel 2018 per salvaguardare i livelli occupazionali di quella che un tempo era la Maran e R&S il timore che abbiamo è che, alla luce di questa situazione, non avverrà una vendita ma una vera e propria svendita”.