Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Scuola in Umbria, 11 ragazzi su 100 lasciano prima del diploma

  • a
  • a
  • a

Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza arrivano 7,2 milioni di euro per migliorare i risultati negli apprendimenti degli studenti e contrastare, così, la dispersione scolastica. “Le risorse - ha spiegato il ministro Patrizio Bianchi - vengono assegnate direttamente alle istituzioni scolastiche, sulla base di precisi indicatori relativi alla dispersione e al contesto socio-economico”. Nel territorio regionale sono 41 le scuole individuate. L’obiettivo è quello di “prendere per mano”, per citare ancora le parole del ministro, le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nella prosecuzione del loro percorso di studi e per questo rischiano di lasciare precocemente o, purtroppo, lo fanno. 

 

 

 

 

In Umbria, secondo l’ultimo report Openpolis elaborato su dati Istat, il tasso di abbandono è dell’11,20%. L’indagine ha preso come riferimento i giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno solo la licenza media. Tra questi viene incluso anche chi ha conseguito una qualifica professionale regionale di primo livello con durata inferiore ai due anni. Il fenomeno, come precisa l’ufficio studi di Openpolis, non è facile da misurare perché richiederebbe dati in grado di tracciare il percorso scolastico di ogni singolo studente. Da quanto emerge, comunque, il tasso di abbandono relativo all’Umbria è ben lontano da quello di altre regioni che superano abbondantemente la media nazionale: sul podio Sicilia (19,4%), Campania (17,3%) e Calabria (16,6%). Percentuali che fanno ben comprendere la complessità della problematica. 

 

 

 

 

Lasciare prematuramente la scuola, a volte persino quella dell’obbligo, significa concorrere ad aumentare la disoccupazione giovanile, il rischio povertà e l’esclusione sociale. Le cause che determinano l’abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con uno scarso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di non finire il percorso di studi. Gli istituti professionali, in media, registrano un tasso più alto di interruzione degli studi rispetto a istituti tecnici e licei. 
Il tema è già stata affrontato anche in consiglio regionale: lo scorso aprile, la consigliera Paola Fioroni aveva presentato un question time proprio sulla dispersione scolastica. “In Umbria ci sono dati fortunatamente non preoccupanti, ma abbiamo comunque il dato sull’abbandono scolastico che si attesta in doppia cifra - aveva spiegato - e ci sono circa 35 mila giovani che non studiano e non lavorano: la preoccupazione è quella di cadere nel fallimento formativo che implica un abbandono, anche di un solo studente, del percorso formativo scolastico”. L’assessore Paola Agabiti, nella sua risposta, aveva evidenziato come, oltre a prevedere importanti interventi a sostegno del diritto allo studio e delle famiglie, la Regione abbia anche istituito un osservatorio per l’istruzione con l’obiettivo di monitorare costantemente il fenomeno.