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Perugia, camionista morì intossicato: collega a giudizio per omicidio colposo

Alessandro Antonini
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C’era una stufa “a camera di combustione aperta” in camera, peraltro non abitabile, secondo la Procura: così un autotrasportatore perugino - di origine albanese - di 57 anni è morto per intossicazione acuta di monossido a Miglionico (Matera) il 9 gennaio del 2019. Ieri nell’udienza preliminare è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo il collega 50enne che gli ha concesso l’immobile in comodato d’uso.

 

 

Ci sono state secondo i giudici “negligenza, imprudenza e imperizia, nonché colpa specifica” nella violazione della normativa che vieta l’installazione di quel tipo di apparecchi.
I legali perugini dello studio Cozza-Gentile, Antonio Cozza e Giulia Tamorri, hanno ottenuto il riconoscimento come parti civili di tre familiari dell’operaio deceduto. 

 

 

 

 

La Procura inizialmente ha chiesto l’archiviazione del caso, ma gli avvocati perugini hanno presentato opposizione e sono riusciti a far riaprire l’indagine. Sì è arrivati così alla preliminare e al rinvio a giudizio. Il processo inizierà ad ottobre. Cozza fa sapere che la famiglia “si muoverà presso le autorità competenti per far riconoscere l’evento come infortunio sul lavoro”.