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Terni, Sangemini-Amerino: stato di agitazione e blocco degli straordinari

Una manifestazione dei lavoratori Sangemini

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Lavoratori e sindacato della Sangemini-Amerino, del gruppo Acque Minerali d’Italia, hanno proclamato lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e della flessibilità, al termine di una riunione. La causa è la necessità di rinnovare il contratto integrativo con un urgente incontro tra le parti, sindacati e management, per chiudere la partita. Ma non solo.

 

 

I lavoratori chiedono il ripristino del terzo carrellista per il carico e scarico, la figura del jolly da utilizzare durante le pause e l’assunzione di eventuali lavoratori stagionali, come negli anni passati. Le vendite, data l’alta stagione, stanno procedendo bene, nonostante i maggiori costi sostenuti da tutte le aziende del settore. Resta l’incognita della siccità che potrebbe colpire l’approvvigionamento di acqua minerale.

Rispetto al 2021 i produttori hanno speso quasi il 420 per cento in più per il gas metano, il 92 per cento per il pet per le bottiglie di plastica, per il prezzo della carta, per i trasporti. Per il vice presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna, la federazione che all’interno di Confindustria associa le aziende del settore delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente per “gli associati è diventato insostenibile servire il mercato con un simile aumento” e “vogliamo affrontare questa situazione con una logica di filiera, facendo in modo che i vantaggi tocchino tutti”.

 

 

La buona stagione dovrebbe portare benefici, ma le incognite, come scritto sopra, non mancano data la situazione fluida ed incerta. Le parti sociali, istituzionali, e le forze politiche chiedono di riaprire il tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, per il piano industriale che riguarda i siti Sangemini-Amerino. La preoccupazione del sindacato sono gli eventuali tagli occupazionali che potrebbero riguardare oltre i siti umbri, anche Gaudianello, in Basilicata. Tagli considerevoli per Sangemini-Amerino, che già hanno subito negli anni passati, tagli considerevoli, oltre alla chiusura di Sangemini Fruit. I licenziamenti saranno volontari ed incentivati. In Regione Umbria, è stato comunque siglato un accordo che prevede di non procedere con il licenziamento fino al 2024, scadenza della concessione. Da alcuni mesi il controllo di Acque Minerali d’Italia è stato preso da Clessidra Capital e Magnetar che hanno l’obiettivo di rilanciare il gruppo che controlla 27 fonti e 8 stabilimenti nel Paese.