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Umbria, prendono 5 milioni di reddito di cittadinanza: in un anno 700 denunce

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Francesca Marruco
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Nell'ultimo anno, la guardia di finanza dell’Umbria ha denunciato 700 persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza pur non avendone i requisiti. Secondo quanto reso noto dal comandante regionale dell’Umbria, il generale di Brigata, Alberto Reda, durante il suo intervento ieri mattina in occasione delle celebrazioni per il 248esimo anniversario dalla fondazione del Corpo, queste 700 persone hanno percepito indebitamente 5 milioni. Non solo. La guardia di finanza di Perugia, alla guida del comandante provinciale, colonnello Antonella Casazza, è stata la prima in Italia a contestare l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla percezione indebita del reddito di cittadinanza. Si tratta di un’operazione della Procura di Perugia alla guida di Raffaele Cantone che ha individuato un caf del perugino in cui venivano commessi gli illeciti e che ha portato alla denuncia di 9 persone per tuffa aggravata e associazione a delinquere per aver concesso il contributo a 193 persone.

 

 

 


Nel corso della cerimonia, a cui hanno partecipato le massime cariche istituzionali e di polizia della regione, il generale Reda ha reso noto tutti i numeri dell’attività delle fiamme gialle nell’ultimo anno in Umbria. Per quanto riguarda la tutela della spesa pubblica, sono state fatte segnalazioni alla Corte dei Conti di danni erariali per tredici milioni, con sequestri di beni per 1,5 milioni e denunce nei confronti di 91 persone. “Per quanto ci riguarda - ha detto il generale Reda - la guardia di finanza in Umbria sta facendo, e continuerà a fare, la propria parte in modo da rafforzare le misure necessarie per il contrasto alle frodi, alla corruzione e alle irregolarità con azioni mirate e selettive, al fine di coniugare l’efficacia dei controlli con le esigenze di rapidità degli interventi da attuarsi” anche in relazione al momento storico in cui molti fondi sono stati e saranno erogati grazie ai bonus e al Pnrr. In questo senso, il generale ha ricordato le inchieste umbre relative alla truffa del bonus 110% che hanno portato al sequestro di circa 100 milioni. 

 

 

 


Nel periodo esaminato (gennaio 2021-maggio 2022) sono stati effettuati 7600 controlli amministrativi e 2466 indagini in materia di polizia giudiziaria e di polizia erariale. Sono stati scoperti oltre 160 evasori totali e 207 lavoratori in nero. Il valore dei beni sequestrati solo per reati di natura fiscale -spiega la nota ufficiale della finanza - è di circa 160 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro ammontano a oltre 99 milioni. “Particolare attenzione” ha detto il generale, è stata posta nel controllo del settore dei prodotti energetici. Nell’ambito di queste verifiche sono state denunciate 14 persone per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali e trasferimento fraudolento di valori. Sempre nello stesso ambito, sono stati sequestrati beni per oltre 16 milioni ed è stata constatata un’evasione di iva per circa 41 milioni; sono stati inoltre effettuati 130 controlli amministrativi in base alla normativa legata all’esposizione dei prezzi nelle aree di servizio: sono state riscontrate 90 violazioni, ovvero il 70% dei casi. Per il capitolo riciclaggio e usura, la finanza ha sequestrato di beni per un valore di oltre 23,6 milioni, con 370 persone denunciate e 17 arrestate. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato oltre i 24,1 milioni. Per quanto riguarda invece l’usura sono stati effettuati sequestri per 550 mila euro e arrestate 6 persone. Quanto infine al capitolo droga, sono stati sequestrai 992 chili di sostanze stupefacenti, sono state denunciate 121 persone e 47 arrestate. L’onda lungo della pandemia ha portato al sequestro di beni (mascherine, dispositivi medici) per 2,1 milioni.