Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, crisi idrica: scattano i razionamenti per agricoltura e usi privati

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Limitazioni all’attingimento a uso irriguo nelle aree con maggiore criticità. Razionamenti progressivi per fasce orarie giornaliere, fino ad arrivare a uno o due giorni di stop settimanale in caso di necessità. Divieto assoluto di prelievo dove i corpi idrici sono già asciutti (per lo più sono interessati i secondari). Sono i provvedimenti al vaglio della Regione per cercare di tamponare la crisi idrica già accertata. 
E’ quanto emerso dalla riunione tecnica di ieri a Palazzo Donini. Le valutazioni sono in corso e prima dell’adozione di atti formali verrà attuata una partecipazione con le associazioni di categoria. Intanto una serie di Comuni ha già iniziato ad emanare provvedimenti circoscritti ai territori di competenza per gli usi domestici non essenziali. Terni, Avigliano, Calvi, Castiglione del Lago, Citerna, Orvieto e Spoleto, hanno già firmato ordinanze che vietano, a vario titolo, di innaffiare orti e prati, di riempire piscine, di lavare la macchina e utilizzare fontanelle private a scopi ludici.

Preservando l’uso potabile e ingienico-sanitario. In qualche caso - nelle zone terminali delle linee acquedottistiche - si procede già con i riempimenti dei serbatoi delle linee per mezzo delle autobotti. Non si è ancora in situazione di emergenza sul fronte protezione civile - fa sapere l’assessore regionale alla Protezione civile, Enrico Melasecche - ma il monitoraggio della rete acquedottistica è costante. E la previsione per l’estate non è positiva. Senonché per il futuro si potrà contare sul riempimento completo della diga di Montedoglio e di quella di Valfabbrica, dove il collaudo verrà completato in un triennio. Per quest’ultima dal Pnrr sono in arrivo 16 milioni di euro dei 18 che servono per installare un potabilizzatore. Sullo sfondo c’è il progetto dell’unificazione di tutte le reti acquedottistiche regionali, così da permettere le compensazioni ed evitare criticità.

Ma occorrono dai 100 ai 150 milioni ed è necessaria una programmazione ultradecennale. In un convegno sull’acqua promosso mercoledì da Confagricoltura l’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente, Roberto Morroni, ha ricordato che è stato attivato da 4 mesi un team di lavoro per ricognizione di tutti i laghetti che esistono in Umbria con la finalità di vedere “in che modo il territorio si può dotare di infrastrutture per ottimizzare la risorsa acqua”. Sono stati censiti 1.400 invasi e laghetti: l’obiettivo della Regione è avere una mappa precisa degli invasi che devono essere attivati. Senza dimenticare le citate dighe di Montedoglio e Valfabbrica che, per Morroni, “ci fanno guardare con fiducia sia all'uso irriguo che a quello idropotabile”. Confagricoltura ha messo in evidenza, oltre alla necessità di ripulire e sistemare i laghetti collinari, che è urgente attivarne di nuovi anche rispetto ai 1.400 già computati.