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Terni, maltrattamenti in famiglia: botte alla moglie davanti al figlio, a giudizio con l'abbreviato

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Pugni ai reni e un colpo allo zigomo.  E aggressioni verbali, con alcuni episodi avvenuti di fronte al figlio dodicenne, con quest’ultimo a chiamare i soccorsi. Questo uno degli scenari di cui dovrà rendere conto il quarantenne ternano finito alla sbarra per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’ennesimo caso che tiene banco nelle cronache cittadine di momenti di vita familiare che si tramutano invece in un vero e proprio incubo per i soggetti più indifesi, ovvero donne e bambini.

 

In questa circostanza scatterà il processo con rito abbreviato nei confronti dell’uomo: è quanto ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio, che al termine dell’udienza andata in scena la mattina di mercoledì 22 giugno 2022 ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato, presentata dal collegio difensivo dell’uomo. 


Una richiesta che aveva trovato l’opposizione del pubblico ministero, Marco Stramaglia, e della difesa della donna, costituitasi anche parte civile nel procedimento tramite il legale Giacomo Marini

La decisione arriva dopo che la stessa procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, anche a seguito del fatto che nel gennaio 2022 gli era stato notificato l’allontanamento da casa proprio a causa dei numerosi episodi di violenza che lo avevano visto protagonista. In uno di questi, come hanno ricostruito gli inquirenti, in particolare l’uomo sarebbe arrivato a sferrare dei colpi alla schiena della sua compagna, dopo una lite. 

 


Episodio avvenuto sotto gli occhi di uno dei bambini, di dodici anni, il quale aveva chiamato la polizia per segnalare il caso. 
In un frangente la donna era stata anche presa in carico dall’ospedale di Terni, che aveva rilasciato un referto medico che parlava di “trauma contusivo”. 

Nell’udienza il giudice ha respinto l’istanza presentata dal legale difensore della donna, il quale aveva chiesto la possibilità di far ascoltare i figli. Possibilità però negata dal magistrato per questioni procedurali. “L’impossibilità di poter sentire i minori - spiega l’avvocato al termine dell’udienza - è a mio avviso grave, benché ovviamente a norma di procedura. Grave perché impedisce una raccolta delle prove più efficace, negando di fatto l’interesse di una parte in causa”
La prossima udienza è fissata al prossimo 30 giugno 2022, quando sarà ascoltata la mamma e acquisita altra documentazione.