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Umbria, entro 4 anni 350 nuove case popolari. Altre 2.550 risistemate

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Un piano di investimenti da 314 milioni di euro che in quattro anni permetterà di disporre di 350 nuovi alloggi popolari e di sistemarne almeno altri 2.500, praticamente il 25% del patrimonio Ater. Un programma di riqualificazione importante quello che è stato presentato ieri mattina, presso il salone d’Onore di palazzo Donini, dal presidente dell’azienda per l’edilizia residenziale dell’Umbria, Emiliano Napoletti insieme alla governatrice Donatella Tesei e all’assessore alle politiche della casa, Enrico Melasecche. “Una misura tanto più importante - ha spiegato la presidente Tesei - perché arriva in un momento complesso come quello che stiamo vivendo e le ricadute di questo insieme di interventi, non solo da un punto di vista sociale ma anche economico, sono evidenti”. 

 

 

 

 

L’Ater parte dalla consapevolezza di un cambiamento dei bisogni abitativi. Secondo una ricerca effettuata da Federcasa e Sda Bocconi, il profilo degli inquilini storici delle case popolari è costituito da nuclei di piccole dimensioni, con una lunga permanenza all’interno degli alloggi di edilizia residenziale, ormai in età avanzata e sempre più spesso con necessità assistenziali. La nuova utenza, invece, è composta da nuclei di grandi dimensioni, più giovani, con diversi bisogni e con minori disponibilità economiche. “Per questo l’Ater sta cercando di dare una risposta più mirata a entrambe le esigenze - evidenzia Napoletti - sperimentando azioni di ascolto e di prossimità come il portierato sociale, il varo di una nuova carta di servizi e azioni di contrasto della povertà energetica”. 

 

 

 

 

Dei 314 milioni di finanziamenti, 110 milioni sono legati al Superbonus (Ecobonus e Sismabonus) e porteranno alla riqualificazione di almeno 1.600 alloggi, 36 milioni rientrano nel progetto Sicuro verde sociale e altri 30 da fondi comunitari e permetteranno di sistemare ulteriori 900-1000 abitazioni. Dal programma Pinqua arrivano 63 milioni per la costruzione di 350 nuove case. “Con questo approccio articolato e coordinato - si vuole promuovere un nuovo patto con l’utenza improntato alla chiarezza, alla condivisione dei problemi e degli scopi, alla solidarietà - ha evidenziato Napoletti - Si vuole innescare una logica di azione rigenerativa personale e collettiva, capace di disegnare un nuovo modo di dare la casa e di abitarla. La prospettiva è completata dalla elaborazione, prevista per il 2023, di un vero e proprio bilancio sociale che consenta, sulla base di indici riconosciuti, di valutare e misurare l’impatto sociale delle azioni programmate. Questa attività ha speciale rilevanza in ambito pubblico perché diviene una risposta al deficit di comprensibilità tipico dei sistemi di rendicontazione e rende più comprensibili le finalità politiche e delle strategie permettendo la misurazione dei risultati e incontrando esigenze conoscitive dei diversi interlocutori, siano essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni, altre istituzioni pubbliche o private, in modo da consentire una più corretta comprensione degli sforzi e degli effetti dell’azione amministrativa”. 

 

 

 

 

Nel corso della conferenza stampa, l’assessore Melasecche ha annunciato che proprio ieri mattina, in giunta, c’ stato il disco verde alla nuova legge regionale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “La legge - ha evidenziato - una volta approvata sbloccherà i bandi e permetterà di aggiornare le graduatorie. Intanto, anche per venire incontro alle situazioni di forte disagio che ci sono state segnalate anche dalle associazioni degli inquilini, stiamo andando avanti con l’assegnazione di 200 alloggi che diventeranno 300 da qui a febbraio”. Il piano Ater, ha evidenziato Tesei, è la dimostrazione tangibile “di come le nostre partecipate stiano funzionando”.