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Terni, Caffé Aci compie 40 anni di gestione: è il bar che non chiude mai

Maria Luce Schillaci
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E’ sicuramente uno dei simboli di Terni, punto di riferimento per intere generazioni di ternani. Il Caffé Aci - o Bar Aci, come da tutti è conosciuto a Terni - di via Fratelli Rosselli - rappresenta un’attività storica per la città.Aperto da sempre 24 ore su 24, sette giorni su sette, da anni è un punto di incontro per molti cittadini e luogo di vita per il quartiere, giorno e notte. Difficile trovare un ternano che, almeno una volta nella vita, non sia passato dal Bar Aci. Il locale risale al 1956 avviato dalla famiglia Viola. Dal 1982 il Bar Caffé Aci è passato ai fratelli Corneli. Filippo Corneli e i suoi figli Claudia e Matteo sono sempre disponibili per la loro clientela. 

 


E’ tempo dunque di festa e di bilanci: sono infatti 40 anni che il Bar Aci è portato avanti dalla stessa gestione giunta ormai alla terza generazione, senza dubbio in città una le tra le pochissime aziende che, nonostante tanti anni, ancora ‘tiene’ sotto la stessa proprietà.

La formula, come spiega Filippo Corneli, è quella della dedizione e dell’amore al proprio lavoro, serietà con i clienti e con i dipendenti, competenza e cortesia. Tanti sacrifici: al lavoro anche durante le feste comandate, da Natale a Pasqua fino a Ferragosto, ma poi a ripagare ci pensa l’affetto della clientela.

“Sono stati 40 anni vissuti davvero intensamente da un osservatorio privilegiato – spiega Filippo -. La nostra è un’attività che si è adattata a tutte le situazioni e si è sempre evoluta al passo con i cambiamenti dei tempi”. Aperto 365 giorni l’anno, il Bar Caffé Aci è il luogo in cui i giovani chiudono il cerchio della notte dopo la discoteca, gli operai passano prima di andare a lavoro e i fumatori che non amano il distributore automatico vanno a comprare le sigarette anche alle 4 del mattino. A costringere i Corneli a chiudere la saracinesca è stato solo il lockdown, seguito poi dal coprifuoco con gli orari obbligati per colpa della pandemia, una vera sofferenza, come spiega Filippo, sia dal punto di vista economico che umano.

 

La storia continua grazie ai figli di Filippo, Claudia e Matteo, mentre il futuro è garantito con la nuova generazione: la piccola Maria Giulia, figlia di Claudia. “Io e mio fratello – dice Claudia - siamo cresciuti qui dentro adattandoci a ogni tipo di situazione ed è per questo che ritengo che abbiamo un grande bagaglio di vita perché ci siamo sempre rapportati con chiunque, dall’anziano al giovane, dal medico all’operaio. Siamo fieri che nostro padre ci abbia dato l’opportunità di avere un’attività come questa che comunque nonostante le crisi, la pandemia, si tiene salda grazie al duro lavoro e alla presenza costante di ognuno di noi. Ciò che dispiace – rimarca - è che a volte si parli del Bar Aci come di un posto poco raccomandabile quando, in realtà, è frequentato da una rispettabile clientela, sicuramente variegata, essendo aperto h24. Come tutti i locali qualche episodio sgradevole che non coinvolge mai gli avventori può capitare, ma – conclude - è una leggenda metropolitana che teniamo a smentire una volta per tutte”.

Il grande spazio antistante all’entrata è costantemente gremito di persone, famiglie o turisti di passaggio che usufruiscono dei molti servizi a disposizione, dai pasti veloci fino ai cornetti caldi o al gelato, dal caffè all’aperitivo, oltre alla vasta scelta di tabacchi e ai giochi. Questo grazie al coraggio di imprenditori che, malgrado i problemi, continuano a investire per la città. Domani sarà dunque festa grande al Bar Aci per i 40 anni di gestione Corneli: “Sarà una festa per tutta la città – affermano – accoglieremo i cittadini dalle 18 alle 23 con un ricco buffet e musica per tutti”.