Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, caro gasolio: 5.219 imprese rischiano di lavorare in perdita

  • a
  • a
  • a

La salita dei prezzi di carburante non si ferma e in Umbria fa traballare 5.219 attività che con il gasolio sopra i 2 euro rischiano di lavorare in perdita. Sono i cosiddetti professionisti della strada: autotrasportatori, tassisti, bus operator]e agenti di commercio, categorie per le quali, stando a un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre, il carburante incide per il 30% circa sui costi di gestione totali. 
Secondo i dati di Quotidiano energia, aggiornati alle 8 del 16 giugno, il prezzo nazionale della benzina in modalità self è di 2.069 euro al litro che sale a 2,195 per il servito. Il prezzo medio del gasolio self è di 2,006 al litro e di 2,139 per il servito. I prezzi praticati del Gpl vanno da 0,835 a 0,850 euro al litro, il prezzo medio del metano auto si colloca tra 1,697 e 1,891.

 

 

 


 

L’Osservaprezzi carburanti del Ministero dello sviluppo economico fornisce anche le rilevazioni per i 433 impianti dell’Umbria. Il prezzo più alto ieri registrato nel Perugino era per la benzina 2,399 servito e 2,109 self. Per il gasolio, 2,374 servito e 2,084 in modalità self. Il gpl ieri raggiungeva anche lo 0,919, il metano per auto 2,599 (in questo caso il dato è aggiornato a venerdì 17 giugno).
“La situazione si sta facendo di nuovo drammatica”, evidenzia Vittore Fulvi, presidente regionale Fai, l’organizzazione per l’autotrasporto e la logistica. “Alcune imprese del settore preferiscono lasciare i camion fermi per non lavorare in perdita - spiega - e nel frattempo siamo ancora in attesa che il governo sblocchi i fondi che erano stati messi a disposizione per aiutarci. Speriamo sia ormai questione di giorni”. Nel frattempo, però, i problemi sono innumerevoli. Carlotta Caponi, segretario generale Fai, non ha mezzi termini: “Siamo in un’economia di guerra - dice - Lo abbiamo già fatto presente al Mims, il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile: molti autotrasportatori non riescono a scaricare il gasolio nelle cisterne private per il prezzo troppo alto, le dichiarazioni di Putin hanno fatto schizzare anche quello del metano che in due giorni ha fatto registrare un +35%”. La Fai ‘organizzazione continua l’interlocuzione con il governo nella condizione che quella del dialogo sia la strada migliore ma, evidenzia Fulvi, noi dobbiamo fare gli interessi della categoria. 

 

 


 

 

Andrea Cappella, presidente Uritaxi Umbria, si dice preoccupato. “Adesso che, dopo due anni di fermo totale, il lavoro tornava a riesplodere - si sfoga - dobbiamo fare i conti con questi prezzi impazziti non solo di carburante ma anche di olio per il motore, pneumatici e via dicendo. E le nostre tariffe restano le stesse. Significa che i rincari coprono i guadagni. Chiediamo di riportare il credito di imposta al 100% per taxi e altre categorie di trasporto”. 
Soffrono anche bus operator, agenti e rappresentanti di commercio. Sergio Mercuri, presidente Fnaarc Umbria Confcommercio, l’associazione più rappresentativa degli agenti di commercio, evidenzia come l’aumento del carburante rappresenti un grave colpo per una categoria che fa dell’auto un vero e proprio ufficio, con una media di oltre 60 mila chilometri percorsi e una media di 10-20 appuntamenti al giorno. Impossibile però, in questo momento, tentare di fare nuovi clienti rischiando “costosi” viaggi a vuoto. “A fronte di un aumento dei costi - evidenzia - registriamo una diminuzione del lavoro e il mix è esplosivo”. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’unica soluzione praticabile a livello nazionale sarebbe quella di introdurre un tetto temporaneo al prezzo alla pompa.