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Umbria, la Regione accelera sull'inceneritore: "Sarà attivo a gennaio 2028". La mappa delle zone idonee

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L’inceneritore dell’Umbria entrerà in funzione il primo gennaio 2028, con due anni di anticipo rispetto ai tempi che erano stati preventivati nei mesi scorsi. E’ quanto annunciato ieri mattina dalla presidente della Regione, Donatella Tesei e dal vicepresidente e assessore all’ambiente, Roberto Morroni, nel corso di una conferenza stampa servita a illustrare il nuovo piano rifiuti approvato mercoledì dalla giunta. “Un piano - ha spiegato Morroni - che punta all’autosufficienza regionale, moderno, avanzato e di svolta per l’Umbria”. Punti salienti sono il recupero della materia, scandito dall’obiettivo di incrementare la raccolta differenziata al 75% e la valorizzazione energetica del rifiuto e degli scarti della raccolta differenziata con l’entrata in funzione, appunto, del termovalorizzatore. “L’impianto, nel rispetto dei principi di autosufficienza e prossimità - ha evidenziato Morroni - avrà una capacità effettiva limitata a 160 mila tonnellate all’anno di rifiuti trattati, sia urbani che speciali, di produzione regionale. Una quantità appropriata, in linea con le esigenze dell’Umbria”. Tesei ha puntualizzato che il Piano è frutto di due anni di lavoro, analisi e approfondimenti.

 

 

 

 

Sarà l’Auri, l’Autorità umbra rifiuti e idrico, a decidere la localizzazione puntuale dell’impianto attraverso un apposito iter che prevede varie fasi: entro quattro mesi dall’approvazione del Piano regionale, tramite avviso pubblico di manifestazione di interesse, sarà avviata la procedura per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’inceneritore. Entro diciotto mesi dall’approvazione, avverrà l’affidamento, cui seguiranno trenta mesi per la realizzazione dell’impianto. Costo stimato, 150 milioni di euro. La messa in esercizio, che viene prevista al primo gennaio 2028, segnerà l’interruzione del conferimento in discarica dei rifiuti derivanti dal ciclo di gestione dei rifiuti urbani che possono essere recuperati dal punto di vista energetico. 

 

 

 

 

Dove sorgerà l’inceneritore? “Al momento sono state definite le mappe delle aree non idonee del territorio regionale - ha spiegato Morroni - e si terrà conto, comunque, in quelle che non vi sono comprese, di vincoli come la presenza di zone agricole di pregio. Alla Regione, tuttavia, compete la pianificazione e la programmazione degli impianti pubblici mentre sarà l’Auri a stabilire dove sarà realizzato l’impianto di recupero energetico”. Alla conferenza stampa ha preso parte anche il direttore regionale a governo del territorio, ambiente e protezione civile, Stefano Nodessi Proietti che ha evidenziato come il termovalorizzatore sia “l’unico strumento collaudato in grado di mettere in sicurezza il sistema”. “Quella dei rifiuti zero - ha aggiunto - è una favola che non tiene più e le discariche rappresentano una sorta di bomba sotto il tappeto”. 

Elemento chiave del nuovo Piano, insieme all’incremento della raccolta differenziata e dell’indice di riciclo dei rifiuti, è il ruolo sempre più marginale delle discariche. Attualmente sei, cinque delle quali operative, le discariche saranno ridotte a tre (Borgogiglione, Belladanza e Le Crete) per poi arrivare a regime soltanto a due, con la chiusura di Borgogiglione. Impatto significativo anche sulla governance: per superare l’attuale frammentazione e polverizzazione che limita l’efficienza del sistema, come ha evidenziato Morroni, si procederà con un solo servizio organizzato sul territorio regionale: un solo gestore si occuperà dei servizi di superficie, raccolta, spazzamento e trasporto; un solo gestore per i servizi di trattamento e smaltimento e un solo gestore per l’inceneritore. 
L’approvazione definitiva del Piano rifiuti da parte del consiglio regionale è prevista entro l’anno in corso. 

 

 

 


 

 

Ed è subito polemica.
“La destra è pronta a saccheggiare l’Umbria trasformandola nel cuore incenerito d’Italia”, tuona il capogruppo 5 Stelle, Thomas De Luca. Mentre la senatrice Emma Pavanelli (commissione ambiente) parla di scelta assurda: “Bisogna puntare su economia circolare”.