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Nodo Perugia, favorevoli e contrari al consiglio comunale grande

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Associazioni, comitati e liberi cittadini insieme nel consiglio comunale grande sul nodo di Perugia. Quasi quattro ore di discussione, trenta interventi in scaletta: un confronto serrato quello che si è svolto, ieri, nella sala dei Notari di palazzo dei Priori. Ma alla fine ognuno è rimasto sulle sue posizioni in merito a quello che viene considerato il più grande progetto di ristrutturazione dell’assetto viario dell’Umbria. “Un bel momento di confronto - ha commentato a fine seduta il presidente del consiglio comunale Nilo Arcudi - sempre di ottima qualità visto che tutti in relatori, pur nella diversità delle opinioni, hanno utilizzato un linguaggio misurato rispettando le idee altrui”. In rigoroso silenzio sindaco, assessori e consiglieri comunali che, come deciso dalla conferenza dei capigruppo, hanno partecipato al dibattito con un ruolo di ascolto per conoscere e comprendere le posizioni della città.

 

 

 

 

 

A presiedere la seduta, come detto, è stato il presidente del consiglio comunale Arcudi, affiancato dalla vice Roberta Ricci, alla presenza anche del segretario generale Francesca Vichi. “E’ una grande emozione – ha detto Arcudi - riprendere questa esperienza di partecipazione dei cittadini. Un messaggio importante per la città, che si avvicina a una normalità che molto abbiamo auspicato nei mesi scorsi. La conferenza dei capigruppo ha deciso di coinvolgere la cittadinanza su un tema importante come quello delle infrastrutture. In conferenza dei capigruppo su proposta del sindaco abbiamo ritenuto di dare la parola ai cittadini. Una occasione di ascolto su un tema strategico per la città”. Per Simonetta Cianetti, rappresentante del comitato Salviamo Collestrada, il nodo di Perugia è un’opera inutile mentre resta senza soluzione il problema del traffico a Ponte San Giovanni. Secondo Cianetti in tre anni di discussioni qualcosa per migliorare la sicurezza di un tratto ritenuto così pericoloso lo si sarebbe potuto fare ed invece si è perso tempo pensando solo ad un’opera che richiederà 10 anni di cantiere. Fermamente contrario all’opera anche Maurizio Zara, presidente regionale di Legambiente: “Il progetto è inutile ai fini della risoluzione dei problemi di mobilità della città - ha spiegato - che sono ingenerati per lo più dalla mobilità locale e non da quella di attraversamento, pari al 7%. Servono quindi politiche sulla mobilità integrate”.

 

 

 

 

Un concetto condiviso anche da Alessandro Severi (sciogliamo il nodo): “Il Nodino è un’opera inutile in virtù dei dati raccolti e del fatto che la maggior parte del traffico che ivi transita è locale e non di attraversamento - ha evidenziato - Studi di Anas dimostrano come con il nodino sul viadotto Volumni il traffico si ridurrebbe del solo 4%, mentre quello “pesante” addirittura aumenterebbe”. Di parere opposto Fausto Cocciari, rappresentante del comitato Chi salverà Ponte San Giovanni: “Siamo favorevoli al nodino, secondo l’ultima versione che prevede il tracciato fino all’ospedale ed a via Pievaiola. Ciò infatti risolverebbe il problema perché consentirebbe di diversificare i vari flussi di traffico che oggi si concentrano in unico punto”. Per Luigi Ercolani (comitato Chi salverà Ponte San Giovanni) è necessario ridurre i volumi tramite la realizzazione della variante (o nodo) che consenta di tagliare in maniera netta il traffico. “Il nodo rappresenta un’occasione imperdibile - ha detto Sergio Zara del comitato pro nodo, chi salverà Ponte San Giovanni - per ottenere benefici storici come quelli apportati dalla Perugia-Ancona e dalla Foligno-Civitanova”.