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Niente mascherina, sospesa dipendente della Brunello Cucinelli. Scatta la manifestazione di protesta

Consegnate al Comune di Terni le prime 20 mila mascherine

Alessandro Antonini
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Lavoratrice multata e sospesa perché non indossa la mascherina sul posto di lavoro. E’ il caso segnalato alla Brunello Cucinelli, dove domani, lunedì 13 giugno, il fronte del dissenso ha organizzato una manifestazione di protesta, alle 7,30 del mattino (prima dell’entrata del turno), in viale Parco dell’industria a Solomeo. “Nonostante sia finito lo stato di emergenza - scrive il Fronte del dissenso - e il legislatore abbia eliminato le misure protettive che finora avevano compresso tutta la popolazione, disattendendo le scelte legislative, noncuranti degli studi scientifici che ogni giorno vengono pubblicati sulla inutilità a proteggere dalla diffusione del virus sars cov2, solo perché così deciso tra le parti sociali sottoscritto in data 4 maggio 2022, alcuni datori di lavoro inspiegabilmente impongono ancora ai propri lavoratori l'utilizzo di mascherine, rinviando a un protocollo condiviso del 6 aprile 2021: tra questi anche l'azienda Brunello Cucinelli spa.

"Come possibile che ancora si chieda ai lavoratori in periodo estivo, nonostante la conclamata inutilità, di indossare una mascherina che dovrebbe proteggerli dentro l'azienda, quando oramai non viene più richiesta per qualsiasi tipo di attività sociale e ricreativa una volta usciti? Perché permangono delle scelte aziendali di cui si è chiesto di conoscere le motivazioni che non siano solo facciamo ciò che ci dice Confindustria? Come permettere di arrivare a sospendere dal lavoro una giovane lavoratrice che ha scelto di tutelare la propria salute disapplicando un ordine illogico, contraddittorio indeterminato e inutile per la sua sicurezza?”.

La lavoratrice, Anita Mariani, si è affidata all’avvocato Chiara Attala, presente anche lei domani al sit in. Il Fronte conclude così: “Questa manifestazione che vuol essere un nobile invito a tutti lavoratori e a tutti i Brunello Cucinelli che hanno reso l'Italia quella forte potenza industriale che un tempo era, a ritrovare il vero, il giusto, il sano, l'etico rendendo i propri lavoratori liberi da misure che nulla hanno di preventivo e precauzionale ma sono solo catene all'essere umano, ricordando che “l’uomo è da considerarsi sempre come nobile fine, mai come mezzo per il proprio vantaggio. Cosa c’è di più alto?”. La Brunello Cucinelli, contattata dal Corriere dell’Umbria, ha fatto sapere che non è interessata a rispondere sulla vicenda.