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Metanodotto Sulmona-Foligno, il Governo ci riprova. I comitati cittadini: "Manca lo studio sismico"

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La presidenza del Consiglio dei ministri ha convocato, il 15 giugno alle ore 11, una riunione per l’autorizzare del metanodotto Sulmona- Foligno. Per l’incontro sono convocati oltre 50 enti tra ministeri, Regioni, Province e Comuni. L’opera, definita strategica dal Governo per l’approvvigionamento energetico, viene contestata dagli ambientalisti abruzzesi.

 

 

"Come per la precedente convocazione, poi derubricata a ’riunione interlocutoria', manca un elemento fondamentale, lo studio sismico di dettaglio dell’intero tracciato di quasi 168 chilometri che il ministero dello sviluppo Economico ha commissionato all’Ingv, l’istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia" ha detto l’ambientalista Mario Pizzola, coordinatore del Comitati cittadini per l’ambiente della valle Peligna sottolineando che l’impegno per questo studio è stato ribadito, per iscritto, sia dal direttore generale del ministero dello sviluppo economico, Gilberto Dialuce, sia dal presidente dell’Ingv Carlo Doglioni.

 

 

"Inoltre, nel verbale della prima riunione, tenutasi il 4 aprile 2018, è scritto chiaramente che la presidenza del Consiglio provvederà a convocare la seconda prevista riunione di coordinamento una volta acquisita ’la richiesta documentazionè ovvero lo studio dell’Inge - ha concluso l’attivista - Alla luce di questo grave vulnus procedurale, bene ha fatto il Comune di Sulmona a richiedere il rinvio della riunione, evidenziando che la convocazione del 15 giugno risulta priva di validità e che la seconda riunione, avente valenza ufficiale, potrà essere effettuata solo dopo aver portato a compimento il previsto studio sulla sismicità dell’intero tracciato Sulmona-Foligno".