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Gualdo Tadino, costruzione del termovalorizzatore di rifiuti: presentata la documentazione per avviare l'iter

Eleonora Sarri
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E’ stata presentata in Regione la documentazione per dare il via all’iter autorizzativo per la costruzione di un termovalorizzatore a Gualdo Tadino. La conferma arriva da Simone Malvezzi (nella foto), ingegnere capo impianti di termovalorizzazione A2A, società quotata in borsa che opera nel settore dell’ambiente e dell’energia. Si concretizza così il piano regionale dei rifiuti che ha come obiettivo quello di abbandonare il conferimento in discarica per passare alla termovalorizzazione. “L’impianto – spiega Malvezzi – fa parte di un ampio progetto di economia circolare che vogliamo sviluppare in un territorio colpito duramente dalla crisi economica come quello della fascia appenninica”. Oltre al termovalorizzatore nei piani c’è anche la costruzione del biodigestore, chiamato a trasformare la frazione organica dei rifiuti in biometano. Un progetto da oltre 300 milioni e una linea temporale ideale di quattro anni, che nelle intenzioni di A2A dovrebbe sorgere nella zona industriale nord di Gualdo Tadino, negli spazi industriali di Saxa Gres e nelle aree immediatamente limitrofe, partner aziendale e promotrice dell’idea di economia circolare autosufficiente dal suo arrivo in città con l’acquisto di Tagina.

 

 

Gli impianti industriali di design “con soluzioni che si integrano nel contesto”, occuperanno in totale 11 ettari e saranno tarati per chiudere il ciclo dell’Umbria recuperando ogni anno 170 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e 30 mila di fanghi. “Negli impianti verranno trattati gli scarti delle attività produttive e i rifiuti che le famiglie gettano nell’indifferenziata – aggiunge Malvezzi – evitando la discarica, abbattendo così i costi di smaltimento causati dal trasporto e dal conferimento anche fuori regione e trasformando la spazzatura in energia da immettere in rete”. Parlando di numeri, un impianto come quello pensato per Gualdo Tadino è in grado di produrre energia per 90 mila famiglie, pari a quella che verrebbe creata con 45 mila tonnellate di petrolio l’anno. “Dal punto di vista ambientale – spiega ancora l’ingegnere capo di A2A – solamente il mancato conferimento in discarica di questa quantità di rifiuti evita l’immissione in atmosfera di 110 mila tonnellate di anidride carbonica l’anno”.

 

 

Il progetto di A2A, che a regime dovrebbe creare dai 50 ai 70 posti di lavoro oltre a quelli dell’indotto, è incentrato sull’idea di economia circolare da attuare insieme a Saxa Gres, che già nell’accordo del 2018 con istituzioni e parti sociali voleva fare di Gualdo Tadino e del suo polo ceramico un modello. “Oltre alla produzione del biometano grazie al cosiddetto impianto Forsu e a quello di energia con il termovalorizzatore, il progetto prevede di usare le ceneri pesanti prodotte come materiale per la produzione, attraverso apposito trattamento, di mattonelle da parte di Saxa Gres”. Di tutti i rifiuti rimarrebbe così un 5% di residui da inviare in altri tipi di impianti non dislocati nel territorio. “Vorrei sottolineare – precisa Malvezzi – che i nostri termovalorizzatori vengono realizzati secondo le più moderne tecnologie. La progettazione, la costruzione e la gestione seguono rigorosi standard tecnici e normativi obbligatori a livello europeo e i regolamenti di ogni singola Regione e come tale sono estremamente sicuri. Tra l’altro sono collegati ad Arpa 24 ore su 24 in remoto e possono essere controllati in qualsiasi momento. Nei territori dove siamo già presenti (Brescia e Acerra ad esempio, ndr), collaboriamo con enti terzi ed esterni, come Università e Cnr, che certificano la qualità delle emissioni e che queste non sono percepibili sul territorio. Siamo aperti al confronto perché quello che vogliamo costruire è un rapporto con il territorio ed è per questo che collaboriamo attivamente con osservatori formati da comitati, cittadini e istituzioni locali”.