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Umbria, medico di base indagato per violenza sessuale: lo ha denunciato una paziente

Il tribunale di Spoleto

Francesca Marruco
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Violenza sessuale. E’ questa l’accusa, in fase di indagine preliminare mossa a un medico di base di Deruta. A denunciarlo è stata una ragazza di 25 anni. Si tratta di una donna che racconta di aver subìto un’aggressione sessuale durante una visita medica nello studio del dottore. Nelle scorse settimana la donna è stata sentita con la formula dell’incidente probatorio al tribunale di Spoleto dinanzi al gip Federica Fortunati. In quella sede ha confermato quanto già riferito in denuncia sporta presso la questura di Perugia il 18 settembre scorso. 

 


Ovvero il giorno dopo la presunta violenza, su cui sta indagando il sostituto procuratore della Repubblica di Spoleto, Federica Filippi. Il magistrato a ridosso della denuncia raccolta dagli agenti della squadra mobile di Perugia, aveva disposto sia l’analisi dei telefoni cellulari in possesso dell’indagato che una perizia genetica sugli indumenti intimi indossati dalla ragazza e sequestrati dagli stessi agenti di polizia all’ospedale di Perugia dove la giovane si era recata dopo l’episodio. Secondo quanto denunciato dalla 25enne il medico di base l’avrebbe molestata durante una visita. Stando al suo racconto, la giovane si sarebbe recata nel suo studio per delle perdite ematiche e, una volta sul lettino, il medico le avrebbe dapprima alzato il vestito e tastato l’inguine per poi iniziare a toccarle le parti intime. In un primo momento in modo che alla paziente è sembrato professionale, poi però - stando sempre al suo racconto -in modo tale da mimare il movimento sessuale.

 

La donna a quel punto si sarebbe alzata dal lettino per andarsene e il medico, abbassandosi in ginocchio, avrebbe provato un secondo approccio. Sempre secondo la sua denuncia poi l’avrebbe fatta girare di schiena piegandola sul lettino appoggiando il suo bacino contro di lei dicendole frasi offensive di tenore sessuale. Una volta rialzata in piedi - ha spiegato agli inquirenti - l’uomo le avrebbe abbassato la mascherina e avrebbe tentato di baciarla. A quel punto lei se ne sarebbe andata dal suo studio.  Il giorno dopo è andata a sporgere denuncia. In quella sede ha anche raccontato che il medico le aveva mandato dei messaggi in cui le diceva di passare a studio per farsi visitare anche prima del fatto. Dalla perizia genetica eseguita sugli indumenti intimi della donna sotto sequestro è emersa la presenza di materiale biologico riferibile a soggetto maschile. Il materiale, comparato con il Dna dell’indagato ha mostrato coincidenza per i loci per i quali è stata possibile la comparazione. Dalla perizia informatica invece è emerso un messaggio cancellato dall’indagato ma conservato con screenshot dalla presunta vittima. L’indagine è ancora in fase preliminare.