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Gubbio, sulla variante alla Pian d'Assino 14 morti negli ultimi 15 anni

Euro Grilli
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Sarà eseguito oggi pomeriggio (mercoledì 8 giugno) alle 17 a Branca, nell’obitorio dell’ospedale comprensoriale di Gubbio e Gualdo Tadino, l’esame autoptico sul corpo di Franco Tacchi, l’idraulico 69enne morto lunedì pomeriggio al chilometro 12,800 della variante alla strada statale 219 Pian d’Assino. Lo ha disposto il pubblico ministero Gianpaolo Mocetti, subito dopo la constatazione di morte fatta dal medico del 118 Francesco Sepioni giunto subito dopo l’incidente. Saranno due i medici legali (Laura Panata e Paola Melai) che dovranno cercare di acquisire elementi utili alle indagini per cercare di capire la causa della morte, o meglio - ove fosse possibile - risalire a un eventuale problema fisico che potrebbe aver fatto perdere alla vittima il controllo del furgone sul quale stava transitando in direzione Gubbio-Branca.

 

 

Dai rilevamenti effettuati dagli agenti della polizia locale, al comando del capitano Massimo Pannacci, un quadro della scena potrebbe essere quello che Tacchi (forse per un malore, o per una distrazione) abbia perso il controllo del mezzo urtando due auto (una Fiat Panda e una macchina dei carabinieri) sul lato destro della carreggiata dove si erano fermate per soccorrere un’altra auto in panne (che è riuscita a partire prima dell’incidente). L’urto laterale ha fatto sbandare il furgone verso sinistra con conseguente invasione della corsia opposta. Da lì il mezzo è finito contro un muretto di cemento per concludere poi la sua corsa mortale contro un Tir che inutilmente ha cercato di evitare l’impatto così violento da far girare il furgone su se stesso.

 

 

Per Tacchi, che lascia un figlio (pompiere nel nord Italia) e la moglie non c’è stato nulla da fare. Inutili i soccorsi del 118. Sul posto (tra gli svincoli di Padule e Torre dei Calzolari), esattamente dove nell’aprile di sei anni fa hanno perso la vita in un altro scontro frontale Giancarlo Spaziani, Valerio Tittarelli e Manuel Amadu. La variante, sempre più “strada della morte” (14 le vittime e centinaia di feriti negli ultimi quindici anni), dopo l’incidente è rimasta chiusa diverse ore.