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Perugia, esposto al sindaco su Fontivegge firmato da 300 residenti

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Alcol, botte, urla. Tutta la notte, fino al mattino. Venerdì e sabato sono state decine le chiamate alle forze dell’ordine da parte dei residenti che non riuscivano nemmeno ad uscire o rientrare casa. Succede in via Campo di Marte, a Fontivegge, dove ieri cinque amministratori di condominio che rappresentano 12 immobili per un totale di circa 300 residenti hanno dato mandato a un legale di scrivere e inviare un esposto a sindaco, carabinieri, questore, polizia locale e assessore alla sicurezza per chiedere provvedimenti.

 

 

 

 

 

Nel mirino i circoli privati etnici, già oggetto di chiusure da parte della questura. Si tratta del secondo atto di meno di tre mesi. Risale allo scorso marzo un altro esposto che metteva all’indice prostituzione in strada, ubriachezza molesta, passando per lo spaccio a cielo aperto fino ad arrivare ai citati circoli etnici aperti tutta la notte. Un altro ancora a settembre 2021. “Sabato mattina sono stati portati via quattro grandi sacchi neri pieni di bottiglie di alcol vuote”, fa sapere una cittadina. E pensare che vige apposita ordinanza. Ma il problema sicurezza si sta ripresentando anche nelle altre parti dalla città, centro storico compreso. Con sconfinamenti nel comune di Corciano.

 

 

 

 

Ieri il mattinale del posto di polizia del Santa Maria della Misericordia risultavano dieci casi di aggressione con referto ospedaliero sparsi per tutta la città e hinterland. Il caso più grave proprio nel comune corcianese, dove mamma e figlia hanno denunciato di essere state aggredite e picchiate dal padre di quest’ultima. Per il resto si tratta di botte volate tra persone in stato di ubriachezza. Segno di un week end ad alto tasso alcolico soprattutto nelle zone della movida (in centro storico continuano le segnalazioni di atti di vandalismo e assuntori di droga a cielo aperto). Il referto più grave è una prognosi di venti giorni per un straniero a cui è stato spezzato il dito.