Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, la Regione intensifica la caccia selettiva al cinghiale

Arianna Sorrentino
  • a
  • a
  • a

La Regione Umbria ha intensificato la caccia al cinghiale. Sono stati incrementati gli interventi di “contenimento e controllo della specie cinghiale”, attraverso battute di caccia di selezione effettuate da squadre di volontari, iscritte agli Atc – Ambito territoriale di caccia Perugia 1. L’ultimo intervento è stato effettuato in provincia di Perugia, dopo la segnalazione da parte della Regione Umbria riguardo la devastazione di campi di lavoro, ai danni di un’azienda agricola. Nel profilo Facebook della proprietaria si legge il suo sfogo: “In questi campi ci sputo sangue ogni giorno, sabato e domenica inclusi. Nonostante il recinto elettrificato e rimedi di ogni tipo, ti entrano i cinghiali e fanno un disastro. Per me è lavoro. Qui tra il clima avverso e fauna sradicatrice chiudiamo la baracca”.

 

 

 

La squadra operativa è nata dietro l’interessamento da parte delle istituzioni per cercare di contrastare la proliferazione indiscriminata di cinghiali, che negli ultimi anni hanno rappresentato un elemento di problematicità non indifferente nel territorio umbro. Il tutto anche per prevenire l’espandersi della peste suina e di altre patologie che potrebbero essere trasmesse all’uomo. Alcune zone umbre sono più a rischio: si tratta di tutte quelle aree che presentano danni all’agricoltura provocati da ungulati, quelle dove sono presenti vie di comunicazione in cui si registrano più incidenti stradali a causa degli attraversamenti degli animali, e i punti in cui sono presenti allevamenti suinicoli. Gli interventi di caccia di selezione che avvengono in risposta alle richieste della cittadinanza, cui la Regione fa da tramite, sono volti alla conservazione della specie e non mettono in pericolo la loro sopravvivenza.

 

 

 

 

 

L’attività viene praticata da volontari che agiscono per il bene comune. Di sicurezza e di ordine pubblico. Al momento le carcasse sono gestite a loro spese, ma i volontari sono in attesa di un riscontro da parte della Regione Umbria per programmare una filiera alimentare della carne prelibata, oggetto dei prelievi selettivi.