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Orvieto, Palombella: il ritorno della festa tradizionale in piazza Duomo

Davide Pompei
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Nella sua formula tradizionale, la festa secolare mancava da due anni agli orvietani che, insieme ai turisti, domenica 5 giugno 2022, hanno letteralmente gremito piazza Duomo. Tutti ai piedi della Cattedrale e tutti con il naso nuovamente all'insù, nella domenica di Pentecoste, a Orvieto, in provincia di Terni, per veder scendere la Palombella lungo il cavo tirato dalla chiesa di San Francesco al cenacolo allestito sul sagrato del Duomo.

 

Prima volta per il vescovo, Gualtiero Sigismondi, che ha benedetto il Palio e sventolato il fazzoletto bianco dal balcone della Fabbriceria. E prima volta sia per il sindaco in carica, Roberta Tardani, che per il presidente dell'Opera del Duomo, Andrea Taddei. Altro ritorno alla tradizione, il fatto che la Palombella – in realtà, un esemplare maschio – sia stato donato ad una giovane coppia, dopo le edizioni speciali andate a medici e infermieri in prima linea per fronteggiare l'emergenza Covid e agli studenti che, più di altri, avevano accusato di non poter vivere la scuola in normalità.

Visitato dal veterinario dell'Opera del Duomo, che ha confermato l'ottimo stato di salute del volatile, quest'ultimo è stato consegnato in dono ad Ambra Rotili ed Alessandro Cupello, che si uniranno in matrimonio il 25 giugno nella chiesa di Sant'Andrea.

 

Al ceriminionale hanno assistito, in costume storico, anche altre due sposi, seppure simbolici, ovvero Giovanna Monaldeschi della Cervara e Pietro Antonio Monaldeschi della Vipera. Le loro nozze, avvenute nella Pentecoste del 1464, che segnò la pacificazione della città, dopo un secolo di sanguinosi scontri sono state rievocate con il pomeriggio di festa in piazza del Popolo.

Accanto al Gruppo Sbandieratori e Musici dei Quartieri e ai Balestrieri di Porta Rocca, anche i Musici di Grutti, il Popolo in Fiore, il Corteo dei Popolani e i Popolani di Matilde di Montefiascone. Tra i figuranti, giudice di gara, damigelle e i rappresentanti dei nobili che hanno recato in dono ceramiche e merletti, ma anche un cane e un falco addestrati. Per l’Olmo, i Monaldeschi della Cervara. Per il S. Maria della Stella, i Montemarte. Per il Serancia, i Marsciano. Per il Corsica, gli Avveduti.