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Terni, finti sordomuti incassano 15 mila euro di offerte. Denunciati due rumeni

Maria Luce Schillaci
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Si fingevano sordomuti per chiedere soldi in beneficenza a favore di un centro specializzato, invece ci sentivano e parlavano benissimo. Con questa messinscena erano riusciti a incassare 15 mila euro ingannando la buona fede di molti cittadini finché non sono incappati, a Terni, nei carabinieri in borghese che li hanno smascherati facendoli finire nei guai e denunciali per truffa aggravata in concorso e contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni in concorso. I due, 26 e 35 anni, entrambi rumeni e senza fissa dimora, agivano all’interno del centro commerciale Cospea Village. Fermavano i passanti facendo finta di essere sordomuti. Ma i militari dell’Arma, in servizio in abiti borghesi nel centro commerciale, hanno notato la loro presenza e li hanno tenuti d’occhio. La coppia truffaldina, armata di penna e di un foglio intestato con tanto di certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili, per aprire un centro internazionale per bambini poveri, chiedeva soldi e firme anche con fare insistente.

Per loro sfortuna hanno chiesto soldi anche ai due carabinieri. I due rumeni, pur non essendo affetti da alcun tipo di disturbo fisico, al momento dei fatti inscenevano comportamenti propri delle persone sordomute come il non poter parlare o non riuscire a udire suoni e voci. I militari dell’Arma hanno subito scoperto l’inganno e li hanno fermati. Gli stranieri, quando hanno capito di essere caduti nella rete delle forze dell’ordine, hanno tentato di disfarsi del foglio, ma ormai era troppo tardi.

La coppia è stata condotta presso il comando stazione carabinieri di Collescipoli per gli approfondimenti del caso. Dalla visione delle videoregistrazioni dell’impianto di videosorveglianza del centro commerciale e dall’esame del foglio utilizzato per chiedere denaro agli ignari avventori, sono state appurate, come detto, donazioni pari a 15 mila euro. Sul foglio, sottoposto a sequestro, apparivano anche i simboli di varie associazioni benefiche realmente esistenti, ignare della truffa, alcune delle quali si occupano di certificare strutture ricettive per persone affette da disabilità. I due rumeni sono stati deferiti all’autorità giudiziaria ternana per la truffa aggravata in concorso, “per avere approfittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, per la contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero - affermano gli inquirenti - di aver utilizzato marchi e segni distintivi di associazioni benefiche esistenti, ma in maniera fraudolenta”.