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Perugia, terzo autobus in fiamme in un mese e messo: Busitalia nomina commissione d'indagine interna

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Alessandro Antonini
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Un autobus urbano a metano ha preso fuoco ieri mattina in via Pievaiola, a Perugia, all’altezza di Strozzacapponi. Nessuna persona coinvolta ma per effettuare le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha devastato il mezzo, i vigili del fuoco hanno dovuto chiudere la strada per oltre un’ora. L’autista si è accorto di un’anomalia: del fumo usciva dalla parte superiore del posto guida. Così ha fatto scendere tutti i passeggeri mettendoli in sicurezza. Quando è risalito le fiamme si erano già sprigionate e stavano aggredendo la parte alta del bus.

E’ il terzo incendio di un veicolo a metano della flotta di Busitalia nel giro di un mese e mezzo nel comune del capoluogo. Il penultimo risale al 23 maggio, in via Colonnetta a Montebello: anche in questo caso per fortuna nessun ferito e incendio (di lieve entità) domato da due squadre di pompieri. Il terzo risale al 16 aprile. Il mezzo, sempre a metano, era vuoto e veniva guidato da un meccanico sulla 344 che da Ponte della Pietra va verso la Marscianese, altezza Vestricciano: è stato improvvisamente avvolto dalle fiamme tanto che ha preso fuoco anche la sterpaglia lungo la strada. Busitalia ha subito nominato una commissione tecnica - fa sapere Alessio Cinfrignini, direttore operativo Busitalia - per approfondire il caso di ieri. “Sembra da una prima analisi che il guasto sia dovuto da un guasto dell’impianto elettrico”, spiega Cinfrignini. Mentre a Vestricciano il problema era partito dal motore. Alcuni autisti di Busitalia, sentiti dal Corriere, parlano di parco mezzi con un’età media avanzata - otre 15 anni per i bus in questione - e di manutenzione che andrebbe effettuata con più frequenza. Poi ci sarebbe un problema peculiare dei mezzi a metano. “Si tratta di veicoli più delicati, hanno bisogno di più manutenzione e in estate con il caldo vanno in difficoltà perché per la meccanica raggiungono temperature di esercizio decisamente più alte rispetto a un autobus a gasolio”, spiega un dipendente. Si tratterebbe comunque di mezzi a fine carriera. La società respinge le accuse di scarsa manutenzione. L’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Melasecche, chiederà a Busitalia “un rapporto dettagliato su questi casi di mezzi che prendono fuoco durante il percorso, tre in un mese e mezzo è un segnale preoccupante”. Palazzo Donini ha già annunciato che attraverso l’Agenzia regionale dei trasporti si andrà al rinnovo di quasi la metà del parco autobus del trasporto pubblico locale. La Regione, in poco più di 24 mesi, provvederà a garantire la dismissione e, pertanto, il ricambio di circa il 46% della flotta attualmente in servizio. In numeri assoluti 375 autobus con tipologia di emissione degli inquinanti inferiori ad Euro 4, su 816 totali.


Un investimento che sfiora i centocinquanta milioni di euro per i prossimi dieci anni. Questo anche per ottemperare al divieto alla circolazione dei mezzi con caratteristiche antinquinamento Euro 1 (a decorrere dal 30 giugno 2022), Euro 2 (a decorrere dal primo gennaio 2023) e Euro 3 (a decorrere dal primo gennaio 2024). L’acquisto centralizzato”dei mezzi, potrebbe generare “significative economie di scala - ha fatto sapere l’amministrazione regionale - rispetto ad esempio degli acquisti fatti dai singoli comuni, e i mezzi verrebbero messi a disposizione dei gestori del servizio (sia prima che dopo la gara per l’aggiudicazione) in regime di comodato d’uso oneroso”.