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Perugia, il Covid fa aumentare i poveri: la Caritas aiuta oltre 4mila persone

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A Perugia crescono i poveri: dal rapporto diocesano “In ascolto” si stima che sono oltre 4 mila le persone bisognose nel territorio del capoluogo e Città della Pieve. Lo statistico Nicola Faloci parte dai 1.467 utenti registrati nei centri di ascolto Caritas nel 2021, utenti che per il 66% appartengono a nuclei familiari, di cui oltre il 50% con 3 o più componenti. “Perciò - dice Faloci - si può arrivare a un calcolo di oltre 4 mila persone interessate agli aiuti”. Il rapporto In ascolto, il settimo realizzato dalla diocesi sul tema della povertà, è stato presentato dall’economista Pierluigi Grasselli, insieme a Faloci. E’ intervenuto il direttore Caritas Perugia-Città della Pieve, don Marco Briziarelli. Presenti, inoltre, l’arcivescovo emerito, Gualtiero Bassetti, e il nuovo amministratore diocesano, don Marco Salvi.

“L’edizione 2021 - riporta Garsselli - evidenzia alcuni aspetti di novità rispetto alle precedenti. Innanzitutto l’aumento dei richiedenti aiuto nel 2021 è dovuto all’effetto della pandemia a cui si è aggiunta, nei primi mesi del 2022, l’emergenza profughi ucraini. Altro nuovo aspetto è il persistente basso livello di scolarizzazione di coloro che chiedono aiuto, che si accompagna spesso a un abbandono precoce del percorso degli studi. La povertà economica si traduce in povertà educativa e questa è una delle trappole fondamentali della stessa povertà”. E Grasselli ha aggiunto: “Un’altra nuova grave criticità è il numero crescente di disoccupati e di occupati; questi ultimi sono i poveri che lavorano, un fenomeno in costante dilatazione per salari molto bassi e lavori precari. Altro inquietante aspetto della povertà è il peggioramento della condizione abitativa per molte famiglie, in particolare italiane, al punto che la Caritas diocesana ha promosso una campagna, di sensibilizzazione e raccolta fondi Adotta un affitto”.

Tra i dati più rilevanti del 2021 è la percentuale del 36,7% degli utenti che si è rivolta per la prima volta alla Caritas per chiedere un aiuto e, se si considera il periodo dall’inizio della pandemia (marzo 2020) a oggi, il numero di questi utenti sale al 60,2%. Da non trascurare che molti dei nuovi utenti sono giovani, tra cui gli italiani che sono il 15,7% e gli stranieri il 39,3%. Anche la complessità dei bisogni aumenta rispetto al 2020 con 3.906 passaggi al Centro d’ascolto diocesano dei 1.467 utenti complessivi, mentre nel 2020 erano 3.070 per 1.306 utenti. Gli interventi della Caritas diocesana a sostegno delle persone in difficoltà nel 2021 sono stati 64.316, circa 20 mila in più rispetto all’anno precedente (45.793). Tra le voci principali degli interventi del 2021 figurano i 38.663 per beni e servizi materiali (distribuzione pacchi viveri, attività empori, vestiario e mense) e i 10.255 per il servizio di ascolto, il servizio base che apre a tutti i successivi e influisce su di essi, che registra nel 2021 un aumento di rilievo, pari al 77,3%. Inoltre si è registrato un incremento sia dei sussidi economici (bollette e tasse + 77,3% e canoni di affitto + 10,7%) sia degli interventi sanitari (+ 50%). Significativo anche il dato dell’incremento degli utenti dei Centri d’ascolto delle Caritas parrocchiali, passati dai 1.643 del 2019 ai 2.790 del 2021. Non va trascurato nemmeno il fenomeno dei profughi ucraini registrato dalla fine dello scorso febbraio a tutt’oggi, che si è aggiunto a quello causato dalla pandemia. Il cardinale Bassetti, nel commentare il rapporto, ha detto: “La Caritas, prima ancora di essere organismo operativo della Chiesa, è una fucina di formazione, sensibilizzazione, educazione, soprattutto dei giovani e dei volontari, ma la pedagogia della carità deve rivolgersi a tutti e deve connettersi con tutte le attività delle parrocchie”.