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Il ritratto del condottiero nella sala consiliare forse è di Ascanio I della Corgna

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Potrebbe essere la città di Panicale a possedere il più importante, e unico in Italia, ritratto di Ascanio I della Corgna. Secondo indagini condotte da Gianfranco Cialini, già curatore del Fondo antico dell’Università degli studi di Perugia, la tela cinquecentesca della Collezione Mariottini conservata nella sala consiliare di Panicale, che si pensa riproduca il condottiero Antonio Grossi, sarebbe invece il ritratto di Ascanio. I particolari della scoperta sono stati illustrati nella sede del Municipio di Panicale. Sono intervenuti l’assessore al turismo Giselda Marina Bruni e lo stesso Cialini. Su segnalazione dell’avvocato Lucio Giommoni, nel palazzo comunale, tra i quadri della collezione Mariottini, il dipinto che ufficialmente rappresenta il condottiero di Panicale Antonio Grossi sarebbe il ritratto del marchese Ascanio della Corgna.

Il pittore che doveva realizzare, su incarico di Mariottini, il ritratto di Antonio Grossi, avrebbe infatti utilizzato una tela del ‘500 già dipinta con il ritratto di Ascanio della Corgna, cancellando l’iscrizione e inserendoci quello di Antonio Grossi. Nei lavori di restauro del quadro, effettuati da Alberto Polidori nel 1996, è d’altronde emersa la scrittura originale ricoperta con il nome di Ascanio della Corgna, l’anno 1571, che è quello della morte di Ascanio, l’età di 55 anni e lo stemma della famiglia della Corgna. “L’età di 55 anni e la data 1571 – commenta Cialini – forniscono una prova che Ascanio è nato nel 1516 e non nel 1514, come scritto da M. Gabriella Donati Guerrieri nella sua pubblicazione”.

“A una sommaria analisi del dipinto – spiega quindi Cialini – senza tenere conto delle scritture riscoperte già molto indicative, avendo oggi a disposizione l’immagine del ritratto di Ascanio ritrovato in Austria e confrontandolo con il quadro di Panicale, risulta evidente una innegabile somiglianza tra i due volti. Tuttavia si nota una piccola differenza: l’occhio destro risulta chiuso nel ritratto austriaco (Ascanio lo aveva perso in battaglia), mentre in quello di Panicale lo troviamo aperto ma più piccolo. Sembrerebbe che il pittore del ‘700 abbia modificato il ritratto. Nel ritratto di Panicale, inoltre, Ascanio indossa la stessa armatura che è conservata nel museo di Vienna. Il condottiero in ambedue i dipinti indossa la medesima gorgiera alla spagnola. Sempre nel dipinto di Panicale Ascanio tiene in mano il bastone simbolo del comando, lo stesso che compare in un affresco del Pomarancio del palazzo della Corgna di Castiglione e nel ritratto a stampa contenuto nella pubblicazione dell’Armamentarium Heroicum, stampata a Innsbruck nel 1601. Questo mio lavoro è una semplice ipotesi, lascio il campo agli esperti per l’eventuale convalida”.