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Terni, terrorista islamico ferisce cinque agenti in carcere: "Vi sgozzo infedeli"

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Un detenuto marocchino, in carcere per terrorismo islamico e affiliazione alla jihad, si è scagliato contro cinque agenti, ferendoli a pugni e calci e minacciandoli di morte. ”Un'aggressione tanto brutale quanto violenta, commessa da un detenuto già noto alle cronache penitenziarie per il suo fondamentalismo islamico e per essere stato protagonista di molti eventi critici durante la detenzione. Questo detenuto ha aggredito senza una ragione e vigliaccamente i poliziotti penitenziari". Così Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l'Umbria del Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria. Nella mattinata di venerdì 27 maggio il nordafricano ha aggredito la scorta del nucleo traduzioni che lo stava prelevando dalla sua cella nel carcere di Sabbione (nella foto) per trasferirlo a Ferrara. “Informato dal vicecoordinatore del nucleo del trasferimento - ricostruisce il Sappe - l'uomo ha iniziato a dare in escandescenze, rivolgendosi ai poliziotti con atteggiamento arrogante e provocatorio e dichiarando che lui da Terni non si sarebbe mosso e che non sarebbe andato da nessuna parte”. “Cani infedeli, vi taglio la testa”: così avrebbe detto ai poliziotti secondo quanto fa sapere il sindacato autonomo.

Dopo essere stato ammanettato e prelevato, si è divincolato con violenza e ha aggredito il personale. Con l'intervento di altri agenti è stato poi immobilizzato e portato sul furgone, ma lì ha continuato, sbattendo più volte la testa nella cella, a minacciare la scorta parlando un po' in italiano e un po' in arabo. “Vi sgozzo italiani infedeli, quando esco la pagherete tutti a caro prezzo”, ha continuato a urlare. Sono stati cinque i poliziotti refertati dall'infermeria del carcere. Per Donato Capece, segretario generale del Sappe, il primo pensiero va "ai poliziotti aggrediti, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Ma è sotto gli occhi di tutti, autorità politiche e ministeriali in primis, come servano interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario.

Quel che è accaduto nel carcere di Terni deve fare seriamente riflettere". Nei giorni scorsi il comandante della polizia penitenziaria, Fabio Gallo, era stato aggredito e ferito da un altro detenuto, accusato di terrorismo islamico. Emanuele Prisco, deputato e responsabile forze dell’ordine di Fratelli d’Italia[/TESTO], ricorda che “nonostante i continui appelli lanciati dalle organizzazioni sindacali, nessuna riforma adeguata è stata ancora messa in atto per garantire sicurezza alle migliaia di agenti che lavorano negli istituti penitenziari, a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose. Il governo assiste in silenzio le quotidiane violenze subite in carcere dal nostro corpo di sicurezza”.