Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Magione, pedofilia: prete condannato a 5 anni

Patrizia Antolini
  • a
  • a
  • a

Pedofilia, condannato a cinque anni per prostituzione minorile aggravata. Il presidente del tribunale di Termini Imerese ha letto la sentenza alle 16 di  venerdì pomeriggio 27 maggio quando ormai l’ex parroco di San Feliciano, don Vincenzo Esposito, era uscito dall’aula. Il pubblico ministero aveva chiesto per il religioso di origini siciliane che da un anno era stato trasferito a Magione per guidare la parrocchia lacustre, una pena più lieve, quattro anni. 

 

 

“Sono molto amareggiato - ha commentato il difensore, Renato Vazzana – e così don Vincenzo quando gli ho comunicato la decisione del collegio: era esterrefatto”.  
Il sacerdote siciliano, 63 anni originario di Caltavuturo nel Palermitano, era stato arrestato dai carabinieri nell’agosto del 2021, mentre svolgeva il suo ufficio a San Feliciano, a seguito di un’indagine da cui era emerso che l’uomo era solito chiedere online video e videochiamate a sfondo sessuale, in cambio di denaro, a quattro giovani sedicenni e diciassettenni di Termini Imerese che pare fossero in condizione di disagio economico. Il religioso, da allora, si trova agli arresti domiciliari nell’abitazione siciliana del fratello dopo aver passato un periodo di custodia cautelare nel carcere di Spoleto e un altro agli arresti domiciliari nella Casa di accoglienza per sacerdoti Villa Sacro Cuore di Città di Castello.

 

 

Durante le indagini svolte dai carabinieri erano state effettuate intercettazioni telefoniche e telematiche da cui era emerso, secondo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Fabio Pilato, come il prete “con cadenza e frequenza giornaliera” fosse “solito contattare ragazzi minorenni di sesso maschile originari di Termini Imerese e delle zone limitrofe con i quali effettua delle videochiamate a sfondo sessuale mediante le applicazioni whatsapp o messenger, chiamate durante le quali i minori compiono atti di autoerotismo dietro la promessa e corresponsione di somme di denaro che poi vengono caricate dall’indagato su carte post pay in uso ai minori”.