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Terni: moglie uccisa la notte di Natale, perizia psichiatrica per il marito reo confesso

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Ha ucciso la moglie la notte di Natale del 2021, ora i giudici chiamati a giudicarlo vogliono capire, con l’ausilio degli esperti, se al momento dell’azione delittuosa fosse o meno capace d'intendere e di volere.

Una perizia psichiatrica, condotta da un collegio di periti nominati dal tribunale di Terni, dovrà quindi stabilire se Roberto Pacifici, l'ex medico 80enne di Amelia che la notte del 25 dicembre 2021 ha ucciso con due colpi di pistola la moglie, Emanuela Rompietti, sua coetanea, fosse nelle piene facoltà mentali al momento del fatto criminale.

 

 

L'accertamento è stato disposto dalla Corte d'assise di Terni, nel corso della prima udienza del processo che si è tenuta la mattina di giovedì 26 maggio 2022 e che vede l'uomo imputato per omicidio volontario aggravato dal rapporto coniugale. La tragedia si era consumata nella casa familiare, in strada Sant'Angelo, ad Amelia, in provincia di Terni, dove al momento del fatto c'erano anche uno dei due figli della coppia, la fidanzata di quest'ultimo e la badante che assisteva i due anziani.

Un gesto del quale Roberto Pacifici, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Amelia, si era subito assunto le responsabilità e da lui stesso giustificato con lo stato di profonda prostrazione psicologica causato dalle condizioni di salute della moglie, malata da tempo. Nel decidere per la perizia, con la nomina dei consulenti fissata per la prossima udienza che si terrà il 29 giugno 2022, la Corte d'Assise - presieduta da Rosanna Ianniello e composta dal giudice togato Chiara Mastracchio e otto giurati popolari - ha accolto quanto chiesto in aula dal legale difensore dell'80enne, l'avvocato Luca Leonardi, che, autorizzato dal gip Simona Tordelli, nei mesi scorsi aveva fatto eseguire una perizia di parte dal dottor Massimo Di Genio, psichiatra dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, in base alla quale il Pacifici era risultato incapace di intendere e volere al momento del fatto e socialmente non pericoloso.

 

Risultanze che hanno portato il tribunale ternano a disporre l'ulteriore accertamento per decidere sull'imputabilità dell'ex medico della Usl Umbria 2, per anni operativo presso l'ospedale di Narni. In aula la pubblica accusa era rappresentata dal pm Barbara Mazzullo e non risultano parti civili nel procedimento, visto che i figli della coppia non hanno inteso costituirsi.