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Gualdo Tadino, la Valsorda al centro di progetto internazionale: robot per la tutela dell'ambiente

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Le montagne gualdesi, in particolare la Valsorda, protagonisti del progetto Horizon 2020 “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats” finanziato dall’Unione Europea con un budget totale di tre milioni di euro, coordinato dall’Università di Pisa, sotto la responsabilità del professore Manolo Garabini del centro ricerca "Enrico Piaggio".

 

 

Non è da tutti i giorni incontrare per le verdi vallate della montagna gualdese dei robot che si muovono nei prati, perfettamente a loro agio all’insegna della salvaguardia ambientale, con progetti all’avanguardia.  Un progetto di portata internazionale e che coinvolge ricercatori provenienti da università britanniche e olandesi nonché dal Politecnico di Zurigo oltre al Consiglio superiore per la ricerca scientifica, Ispra-Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale e le Università degli Studi di Perugia, Siena, Sassari, e Milano che forniranno le competenze in ambito botanico per il monitoraggio ambientale. Il team dell'università degli Studi di Perugia sarà coordinato da Daniela Gigante, esperta di flora, vegetazione e habitat. Obiettivo di questo progetto è quello di sviluppare sistemi robotici capaci di muoversi in habitat naturali, in grado di camminare su superfici sabbiose, sentieri scoscesi, ambienti rocciosi, con il compito di monitorare foreste, praterie, dune e montagne minacciate dal surriscaldamento globale e dall’inquinamento. Proprio quello che è stato fatto nei giorni scorsi nei prati di Valsorda. 

 

 

"Si tratta di un progetto finanziato dall'Unione Europea  iniziato nel 2021 e che finirà nel 2024 – spiega Garabini - Progetto che si prefigge di portare la robotica al servizio del Green deal europeo per combattere il cambiamento climatico, attraverso un monitoraggio ambientale sempre più efficiente ed accurato. Valsorda è stata scelta perché si trova nella rete Natura 2000, cioè i siti monitorati costantemente. I robot possono aiutare i ricercatori a fare un monitoraggio più efficace e più accurato, grazie anche alla grande quantità di dati che possono raccogliere in tempi relativamente brevi in modo efficiente”.  E importanti rilevazioni sono state prese in esame grazie all'ausilio dei innovativi robot a Valsorda, ecosistema ricco di biodiversità nonché soggetto a intense trasformazioni conseguenti al diffuso abbandono della montagna.