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Terni, Lorenzo Barone in Sudan. Compleanno nel deserto del Sahara

Alessandro Picchi
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“Il Sudan, dopo aver attraversato l'Etiopia, mi ricorda la quiete dopo la tempesta”. Sono queste le parole che Lorenzo Barone (nella foto) affida ai suoi canali social, nella ritrovata serenità del suo viaggio in bicicletta sulla via terrestre più lunga del mondo: dal Sud Africa alla Russia. Dopo essere stato recluso per 18 ore senza motivo da alcuni militari etiopi, a soli 33 chilometri dal confine con il Sudan, l’esploratore di San Gemini era stato scarcerato grazie all’intervento tempestivo di Abyot, un uomo indigeno conosciuto in frontiera.

“Sono appena entrato in Sudan - aveva detto giovedì 19 maggio - e ho percorso poco più di 550 chilometri, ma la sensazione è quella di essere passato dall'inferno al paradiso. E anche se c'è stato un colpo di stato il 25 ottobre ed ora vige un regime militare, i sudanesi sono accoglienti, mi salutano, spesso chiedono se ho bisogno di acqua e mi augurano buon viaggio. Ho anche ripreso a campeggiare liberamente e posso pedalare sia la mattina presto che la sera tardi senza il rischio che qualcuno mi spari. Tutto sta tornando alla normalità”. Barone racconta che in frontiera ha cambiato l'equivalente di 8 euro e ne no ha spesi 5 il primo giorno per mangiare. “Volevo ritirare dei soldi ad Al-Qadarif ma, quando sono arrivato, nessun Atm (bancomat) funzionava con la mia carta. E così - continua - ho dovuto pedalare oltre 400 chilometri, in circa 48 ore, con poco più di 2 euro, che ho speso per comprare due buste di pane. Per fortuna, a soli 67 chilometri da Khartoum, un signore mi ha chiamato da un bar al lato della strada e mi ha offerto il pranzo.

Abbiamo mangiato insieme, io, lui e suo figlio. È stato davvero gentile. Ora sono ospite dai ragazzi italiani che mi hanno invitato e che gestiscono il centro Salam di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum. Qui con il cibo e l'acqua fresca mi fanno sentire come un re”. Con le temperature di giorno che si attestano già oltre i 40, 45 gradi, Barone è già ripartito alla volta del Sahara, diretto in Egitto. E proprio domenica 22 maggio ha compiuto 25 anni nel deserto del Sahara. “Sette anni fa, il giorno del mio 18esimo compleanno, subito dopo pranzo partivo per la mia prima avventura in bicicletta. Mai avrei immaginato che - conclude - quella decisione mi avrebbe poi portato a vivere tutte le esperienze che ho vissuto fino ad oggi”.