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Vacanze più care fino al 30%. Si stima che 500 mila umbri partiranno e dovranno fare i conti con i rincari 

Sabrina Busiri Vici
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A frenare le vacanze degli umbri, come del resto di tutti gli italiani, dopo la pandemia da Covid arriva il caro estate. Il traffico delle prenotazioni c’è ma i rincari fino al 30% frenano il clic finale. Così le prenotazioni rimangono in attesa per la gran parte dei 500 mila vacanzieri umbri registrati nel 2019. Ad alimentare i dubbi e a tenere il mercato in sospeso sono i rincari dei prezzi: valutati dall’Istat pari al 9,3% nel settore turistico tanto da determinare un aumento del 15% del budget previsto per 10 giorni di vacanza, stando alle stime del Condacons, passando così da una spesa media di 996 euro pro capite a 1.145 euro (circa 150 euro in più).

 

 


“Sono tanti a chiederci i preventivi, oltre 50 persone al giorno, ma a confermare ancora in pochi, meno del 10% - riporta Claudia Carletti, rappresentante del Maavi, movimento autonomo agenzie di viaggio, e titolare della Magellano di Terni. A frenare sono soprattutto gli alti costi dei servizi a terra, sono lievitati il noleggio auto come le tariffe dei traghetti”. Secondo quanto riporta Carletti la destinazione mare Italia raggiunge un aumento dei prezzi anche del 20/30%. Non mancano gli esempi: ì: “Ho appena fatto una prenotazione per traghetto a/r per la Sardegna nel periodo di Ferragosto a una coppia con bambino piccolo più posto auto al costo di 1.300 euro; un anno fa il prezzo si attestava intorno agli 800 euro. E ancora, una settimana di noleggio in auto in Sicilia siamo sugli 800 euro. Conviene di più muoversi con mezzi propri”, consiglia. “Comunque tra i vari mezzi di trasporto a tenere i prezzi ancora stazionari sono i voli aerei - prosegue Carletti -. E le diverse rotte a disposizione dall’aeroporto dell’Umbria sono un’offerta di grande interesse”. Tendenze dell’estate? Al 95% sono prenotazioni per mete italiane e per il restante 15% verso l’estero, di questi il 2/3 sceglie destinazioni l’Europa. Più gettonati gli alberghi rispetto alle case che, invece, erano le più richieste durante il periodo della pandemia

 

 


Per Donatella Crispolti, titolare dell’agenzia viaggi La via giusta di Perugia, le prenotazioni degli umbri stanno tornando ai livelli pre Covid. Buona anche la richiesta di mete verso l’estero, soprattutto Grecia: “C’è una grande voglia di muoversi oltre confine dopo i limiti imposti dal Covid”, dice Crispolti. L’aumento dei prezzi c’è, anche in questo caso viene ribadito: l’Italia è la meta che presenta i maggiori rincari per i vacanzieri. “Lo stesso appartamento in Puglia nel medesimo periodo di agosto per ugual numero di persone è passato da 1.130 euro a 1.450 euro - riporta -. Gli aumenti riguardano i traghetti, il noleggio auto, l’affitto delle strutture, gli alberghi. Non riguardano invece gli aerei”. E Crispolti aggiunge: “E’ un rincaro dei prezzi ingiustificato. Evidentemente gli operatori italiani hanno potuto contare su una domanda elevata in queste due estati di blocco dei viaggi all’estero e pensano che il trend continui”. Le mete più richieste del Belpaese restano comunque Sicilia, Sardegna, Puglia “e c’è anche un aumento delle destinazioni a carattere culturale”.
“La richiesta di preventivi si è senz’altro intensificata rispetto a un anno fa e soprattutto al 2020 ma ancora siamo lontani dal tornare a livelli pre Covid anche perché siamo partiti in ritardo: pre pandemia iniziavamo a lavorare sulle prenotazioni estive già a gennaio”. E’ quanto riporta Federico Tagliolini, presidente per l’Umbria della Federazione italiana associazioni imprese di viaggi (Fiavet - Confcommercio). Tagliolini conferma l’entità dei rincari e aggiunge: “I prezzi più alti inducono molte famiglie a rivedere la scelta delle destinazioni. Fermo restando che quest’anno si fa sentire di più l’ effetto molla soprattutto per la reintroduzioni delle mete verso l’estero: hanno riaperto i Caraibi, gli Stati Uniti, la Tunisia, la Spagna e la Grecia attira molto”. “Le strutture italiane risentono dei rincari in atto in tutto il Paese”. E il presidente Fiavet sottolinea una curiosità: “I voli da Perugia su Brindisi e Cagliari adesso non si trovano più alle tariffe basse di prima”. Insomma dal caro estate non si salva nulla. Comunque sia l’Umbria riparte.