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Metropolitane di superficie a Perugia e Terni, ecco tempi e progetti

Alessandro Antonini
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Montati gli ultimi 500 metri di binario. Ora resta da finire l’elettrificazione. E mettere i segnali. Entro settembre lavori finiti - assicurano impresa, Gmp, e Regione - e per il nuovo anno scolastico la metropolitana di superficie tra Ponte San Giovanni e Sant’Anna sarà realtà. Tanto che l’assessorato regionale ai Trasporti ha proposto alla direzione commerciale di Rfi di stipulare una convenzione per analizzare i volumi di traffico e incrementare di conseguenza la frequenza dei treni. Cosa possibile con il raddoppio selettivo dei binari. Ci saranno due fermate, Piscille e Pallotta. Le frequenze giornaliere potrebbero aumentare soprattutto negli orari di punta per consentire all’utenza in arrivo nel capoluogo di lasciare l’auto e optare per il ferro. Una metropolitana di superficie che, una volta potenziata la stazione di Ponte San Giovanni, dovrebbe alleggerire il traffico che si snoda tra E45 e raccordo. Non solo Nodo dunque nel nuovo piano della mobilità regionale studiato da Palazzo Donini. 


La metropolitana di superficie sarà attuata anche tra Cesi e Terni, qui la linea già c’è e sarà riattivata con i lavori di riapertura della dorsale Fcu tra Ponte San Giovanni e la città dell’acciaio, con i 163 milioni inseriti nel Pnrr. Qui i tempi sono già fissati: entro il 2026 devono essere finiti i lavori. Anche qui ci sarà uno studio ad hoc. 


La Regione - nella persona dell’assessore Enrico Melasecche - ha fatto il punto con il nuovo direttore interregionale Rfi proprio sulle progettazioni e i lavori da fare: sistema Ertms per la sicurezza dei treni da installare sulla tratta Città di Castello-Perugia, abbattimento dei passaggi a livello, aumento della portata da 16 a 18 tonnellate su tutta la linea, raddoppio della Orte Falconara con il tratto Spoleto Campello e la riapertura di tutta la linea Fcu. Tanta carne al fuoco sul fronte trasporto su ferro che dovrebbe vedere la luce entro i prossimi quattro anni.