Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Forca Canapine, orso nella galleria: esami dei resti biologici, possibile la presenza di due esemplari

Chiara Fabrizi 
  • a
  • a
  • a

L’orso bruno marsicano che corre impaurito all’interno della galleria di Forca Canapine al confine tra l’Umbria e le Marche è solo l'ultima, peraltro straordinaria, testimonianza che certifica il ritorno del marsicano nel cuore del Parco nazionale dei monti Sibillini. Sì, perché ormai da mesi sono numerose le tracce che il grande mammifero lascia nelle zone delle tre province, ovvero Perugia, Macerata e Ascoli Piceno, che compongono il territorio del Parco, tanto che c’è il dubbio che in questa zona dell’Appennino centrale possano essere almeno due gli esemplari che sono tornati a popolarlo. Per questo il personale specializzato del Parco, a cominciare dal veterinario, sta continuando la raccolta di materiale biologico, come ad esempio peli lasciati dal marsicano per tentare di stabilire quanti orsi si aggirano nell’area dei Sibillini. Nelle operazioni sono naturalmente impegnati anche i carabinieri forestali che come l’Ente Parco negli ultimi tempi hanno ricevuto numerose segnalazioni di avvistamenti o di tracce.

 

 

L’incredibile video dell’orso che spaventato cerca di uscire dalla galleria è stato postato sui social da Giuseppe e Barbara Virgili e, secondo quanto ricostruito, risale alla serata di giovedì quando è stato girato all’interno della galleria di Forca Canapine, tra i territori di Norcia e Arquata del Tronto. Oltre a quelle immagini, però, nelle ultime settimane diversi apicoltori del versante marchigiano hanno segnalato il passaggio dell’orso che, ghiotto di miele, ha danneggiato le arnie nei comuni di Montegallo, Montefortino e Fiastra. In questo senso l’Ente Parco ha già attivato tutte le procedure del caso per indennizzare gli imprenditori agricoli della zona, varando aiuti economici a tutela degli apicoltori, ma implicitamente anche dello stesso orso, affinché la sua presenza venga percepita per quello che effettivamente è, ovvero non una minaccia, ma una presenza preziosa dal punto di vista naturalistico per il Parco, che conferma la biodiversità dell’ecosistema dei Sibillini.

 

 

L’esito degli accertamenti tecnici sul materiale biologico non è ancora noto, ma l’ipotesi degli esperti è che l’esemplare avvistato, c’è sempre da stabilire se sia sempre lo stesso, sia un giovane maschio di orso marsicano. Il presidente del Parco, Andrea Spaterna, già nei giorni scorsi aveva parlato “dell’importanza di evitare qualsiasi forma di allarmismo: l’orso è un animale non pericoloso per l’uomo, ma va ricordato che, in caso di incontro è necessario adottare comportamenti tali da non disturbarlo o innervosirlo. Quindi – ha concluso - restare calmi, non gridare né compiere movimenti bruschi che possano essere interpretati come minacce”.