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Norcia, le campane della chiesa tornano a San Pellegrino dopo sei anni

Rosella Solfaroli
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Dopo sei anni a San Pellegrino di Norcia tornano a suonare le tre ultracentenarie campane che in questi anni di post terremoto sono state conservate nel deposito di opere d’arte di Santo Chiodo di Spoleto. Per il momento sono state posizionate in una torre campanaria orizzontale realizzata in legno e collocata al lato del centro di comunità che ora funge da chiesa. Un piccolo ma significativo evento che appare come un simbolo di rinascita per la gente di San Pellegrino, duramente colpita dai violenti terremoti del 2016. E a benedire le campane è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, mentre a farle suonare sono stati alcuni residenti e il parroco don Marco Rufini.

 

 

“A San Pellegrino chiediamo di intercedere affinché il Signore metta il sale in testa degli amministratori comunali e provinciali, regionali e nazionali chiamati a gestire la ricostruzione – sono state le dure parole di monsignor Boccardo - Noi possiamo protestare, occupare le strade e fare articoli sui giornali ma se non c'è il sale nella testa di chi governa serve a poco”.  Arcivescovo che ha poi aggiunto come “le delusioni e i fallimenti, i momenti di prova che caratterizzano la nostra vita come l’esperienza tragica del terremoto non devono portarci a dire mollo tutto. E’ in questa bella terra che dobbiamo testimoniare che la vita cristiana è una cosa seria”. Prima del sisma del 2016 la torre campanaria di San Pellegrino ospitava quattro campane. La più piccola era del campanile della chiesa di Santa Giuliana. Le tre riportate a San Pellegrino sono state realizzate da importanti fonderie del centro Italia. Quella maggiore, che è la più moderna, è datata 1911 e misura 84 centimetri di diametro, la mezzana è del 1899 e misura 74,5 centimetri di diametro mentre quella minore del 1854 e misura 64 centimetri di diametro.

 

 

“Ci siamo messi al lavoro per ottenere i permessi necessari per realizzare lo spazio dove collocarle e per organizzare il trasposto dal deposito di Santo Chiodo – ha raccontato il presidente della Comunanza agraria di San Pellegrino, Claudio Leoncilli - c’è stata la massima collaborazione della gente per questo che è un piccolo segno di speranza per la comunità locale". Il saluto finale è toccato a don Marco Rufini. “Con questa comunità e con quella di Frascaro stiamo facendo un percorso per ritrovare le motivazioni ad abitare in queste zone – sono state le sue parole - per far emergere i limiti che ci sono non per piangerci addosso ma per superarli. Grazie a chi ha realizzato il nostro campanile orizzontale, a Maurizio Nanni, impresario, che ci ha portato le campane da Santo Chiodo a qui, alla Comunanza agraria, alla Pro loco e agli abitanti – ha concluso -  tutti si sono adoperati per questo progetto”.