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Terni, quattro arresti della polizia per i furti nelle case degli anziani

Antonio Mosca
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Si erano spacciati per tecnici della società che gestisce l’acquedotto i quattro pugliesi arrestati dalla squadra mobile a Terni. Decisiva la segnalazione di un’ultraottantenne ternana che ha riconosciuto, insieme ad altri condomini e ad una commerciante, gli intrusi che si erano introdotti nella sua abitazione, in un condominio nei pressi di piazza Dalmazia, con la scusa di eseguire dei controlli sui contatori dell’acqua.

Giorni fa un uomo, con un giubbotto catarifrangente, bussa alla sua porta. In casa ci sono la donna con l’anziano marito. Il finto tecnico ha in mano una cartellina, un metro e alcuni strumenti e dice che deve effettuare un controllo per una perdita di acqua al piano di sotto. Ma mentre la donna si distrae l’uomo e i suoi complici le rubano gioielli per un valore di oltre 10 mila euro ed alcuni mazzi di chiavi dell’abitazione e delle pertinenze. Parlando dell’accaduto con una vicina e con una commerciante, la pensionata viene a sapere che i quattro erano già stati notati e il giorno seguente vengono visti di nuovo nei pressi del palazzo. Un altro condomino, a conoscenza dei fatti, decide di seguirli e nel frattempo la signora che aveva subito il furto recupera un mazzo di chiavi sotto lo zerbino di casa e a quel punto telefona al 113. Gli agenti della terza sezione della squadra mobile, che si occupano del contrasto ai reati contro il patrimonio, nel giro di pochi minuti, grazie anche alle descrizioni fornite dai testimoni, rintracciano i quattro uomini. Due hanno appena 20 anni, uno 29 e l’altro 53. Sono tutti pugliesi e tre di loro già con precedenti per furto e uno anche per rapina. Ai poliziotti dicono di essere a Terni in cerca di lavoro, ma dopo l’identificazione vengono portati in Questura per accertamenti. E così emerge che i quattro alloggiavano in un albergo del centro e dalla successiva perquisizione dei bagagli, che avevano lasciato in una stanza di cortesia dell’hotel, salta fuori anche la refurtiva (nella foto) che la signora riconosce come di sua proprietà mentre grazie alla perquisizione personale vengono ritrovati anche i mazzi di chiavi rubati.

La Procura della Repubblica di Terni ha disposto il fermo per i quattro che sono stati accompagnati in carcere; il fermo è stato convalidato e tutti e quattro sono stati indagati per furto aggravato in concorso e due di loro anche per ricettazione. Mentre per i più giovani sono stati disposti gli arresti domiciliari e nei loro confronti è stato emesso dal questore Bruno Failla il foglio di via con divieto di fare ritorno per tre anni nel territorio del Comune di Terni, gli altri due rimangono in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.