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Narni, militare morto. Gli esami confermano l'ipotesi dell'incidente

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Si va verso la concessione del nullaosta senza autopsia con la restituzione ai familiari per i funerali della salma del 49enne Andrea Fagiani (nella foto). Si tratta del comandante della polveriera di Montoro di Narni trovato senza vita mercoledì 18 maggio all'interno della struttura militare.

Nella giornata di giovedì 19 maggio il medico legale Massimo Lancia, su incarico del pm titolare del fascicolo, Marco Stramaglia, ha infatti eseguito l'ispezione esterna volta ad accertare quanto emerso in un primo momento, ovvero che il sottufficiale residente a Fonte Nuova (Roma), fosse morto il giorno prima del ritrovamento, schiacciato dal peso del muletto che stava utilizzando, probabilmente per un intervento di pulizia della strada. Il mezzo da lavoro si è ribaltato per cause in corso di accertamento, travolgendo il militare 49enne, morto sul colpo. La sua scomparsa ha destato profondo cordoglio, tanto nella comunità di origine, quella di Tor Lupara, quanto in quella narnese dove era conosciuto e stimato. Un fatto tragico che ha portato anche i sindacati ad intervenire. Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Pa di Terni rimarcano come "la tragedia sembra sia avvenuta mentre il militare era da solo, fatto che, se confermato, aprirebbe concreti interrogativi sul rispetto delle più elementari norme di sicurezza e prevenzione degli infortuni.

Da anni - osservano le sigle confederali del comparto pubblico - denunciamo la cronica e progressiva diminuzione di personale civile e militare negli enti del ministero della Difesa, oggetto di un blocco decennale del turn over, per il cui superamento non si vedono ancora veri segnali di soluzione in tempi brevi. E non fa alcuna differenza se il dipendente pubblico coinvolto porti la tuta blu o la mimetica". Il segretario generale dell'Ugl Paolo Capone e quello umbro Roberto Perfetti, oltre ad esprimere il proprio cordoglio, chiedono che venga "perto un tavolo fra il governo e le parti sociali per intensificare i controlli sui posti di lavoro e gli investimenti sulla formazione dei lavoratori, per prevenire simili tragedie".