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Umbria, 5 aziende su 10 offrono lavoro ma non trovano addetti con competenze digitali

Catia Turrioni
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Cinque aziende su dieci cercano in Umbria lavoratori con nuove competenze ma non li trovano. Accanto ai profili tecnici sono ambiti quelli digitali e, in particolare, specializzati in tecnologie 4.0. L’aumento della crescita di competenze digitali riguarda le professioni più diverse: dai disegnatori elettrici agli impiegati in ambito assicurativo, dagli assistenti sociali agli addetti al montaggio di mobili, dagli addetti alle casse ai consulenti creditizi, dai consulenti legali agli ispettori in materia di sicurezza sul lavoro. Tutte figure difficilmente individuabili.

 

 

 

 

 

Il primato negativo in Italia va alla provincia di Terni che si annovera come quella in cui ci sono le maggiori difficoltà a livello nazionale a reperire addetti. Per le imprese del ternano, le capacità più difficili da trovare sono quelle matematico-informatiche (59,3%). Ma anche la provincia di Perugia non è messa benissimo: si colloca in trentesima posizione (45%) su un totale di 105 province. 
Numeri che fanno ancora più riflettere se si prendono in considerazione i risultati dell’indagine del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, realizzata in collaborazione con il centro studi delle Camere di commercio Tagliacarne: nel 2021 quasi il 71% delle aziende ha investito in tecnologie digitali, nuove formule organizzative e nuovi modelli di business. Il digitale, insomma, è il futuro.
 “La domande c’è, le imprese che assumono anche. Il punto debole è rappresentato dalla carenza di giovani con nuove hard e soft skills, dal forte deficit di figure professionali adeguate ai ruoli che le aziende richiedono”: è questo il concetto emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nel palazzo della Provincia, a Perugia, per presentare il progetto “Ict skills:bridge to new jobs” nato dalla collaborazione tra agenzie formative Iter-innovazione-terziario Confcommercio, Ecipa Cna e Zefiro come risposta alle nuove esigenze delle aziende umbre. All’incontro hanno partecipato Paola Nicastro, direttore Arpal Umbria; Fabio Matera, direttore Ecipa Cna; Roberto Palazzetti in rappresentanza di Iter e Assintel Confcommercio Umbria e Marcello Simonelli di Zefiro. In rappresentanza delle imprese Ict che hanno dato la propria adesione al progetto erano presenti Alessio Fioroni di Tinia e Francesco Zuccaccia di Weedea.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il piano vuole accompagnare alla qualificazione tre figure professionali in tre diversi percorsi formativi: project & developing software il primo, network, virtualization and cloud spcialist il secondo e dital media specialis l’ultimo. Dodici allievi previsti per ogni corso dalla durata di 450 ore per sei mesi di tirocinio gratuito. Per presentare le domande c’è tempo sino al 31 maggio. Tutte le informazioni al link https://mailchi.mp/6539714fd411/bridge-to-news-jobs
Settanta aziende sono già pronte ad assumere i giovani (il bando è riservato agli under 30) che seguiranno l’iter formativo. “Si tratta di una concreta opportunità di lavoro per profili fortemente richiesti che hanno, tra l’altro la possibilità di una carriera lavorativa con remunerazione importante rispetto alla media italiana”, ha evidenziato il direttore Ecipa, Matera. “Oggi l’Umbria - ha spiegato il presidente di Assintel, Palazzetti - può essere territorio di un’economia basata sull’innovazione che non inquina e ripopola i piccoli borghi ed è questo che Assintel Umbria sta cercando di comunicare al territorio. La filiera Ict e digitale è una realtà importante per la nostra regione che ha fame di talenti e di professionalità, ecco perché iniziative come questa vanno promosse e sostenute per colmare il gap tra la richiesta di professionisti fatta dalle aziende di questo settore e le difficoltà del reperirle: oggi su 10 posizioni aperte, si arriva a coprirne solo il 50% e l’arrivo delle progettualità del Pnrr aumenterà questa forbice”.