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Terni, Lorenzo Barone in Etiopia tra militari armati e sempre meno cibo

Alessandro Picchi
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Lorenzo Barone (nella foto) è arrivato al suo ottantaquattresimo giorno di viaggio sulla via terrestre più lunga del mondo. Dopo circa 9 mila chilometri si trova in Etiopia, in procinto di varcare il confine del Sudan. “Sapevo sin dall'inizio che non sarebbe stato facile - scrive il giovane esploratore di San Gemini sui suoi canali social - ma per partire e provarci mi é stato sufficiente sapere che fosse possibile. Ora sto attraversando la zona più difficile di tutto il viaggio. Sono nel nord dell'Etiopia, vicino al Tigray, dove incontro militari armati in continuazione e che a volte mi fermano per aprire le borse della bici e controllare che cosa ho dentro. Il cibo negli ultimi 2 mila chilometri scarseggia sempre di più. Ma poi sono arrivato nella città di Bahir Dar, dove mi è sembrato di trovarmi in paradiso. Mentre pedalavo ho visto un'insegna con scritto pizza-burger, sono entrato e ho visto un ragazzo servire un piatto con un hamburger grosso ed appetitoso ad un cliente. Affamato, dopo 130 chilometri percorsi, ho ordinato una pizza e un hamburger, ma quando me li hanno serviti sono riuscito a mangiare solo mezza pizza. Ero pieno. Il mio stomaco non è più abituato a mangiare “grandi” quantità, ho quindi finito la pizza e l’hamburger verso mezzanotte prendendomi tante pause nel mezzo.

Lunedì 9 maggio dopo aver superato un passo oltre i 3 mila metri - racconta Barone - una lunga discesa di circa 20 chilometri mi ha portato di fronte al Nilo Azzurro. Lungo la salita che mi riportava in quota dall’altro lato del fiume, una cinquantina di ragazzini mi ha dato il benvenuto tirandomi sassi ininterrottamente ed è stato difficile scappare, a causa della pendenza e del fondo sterrato.

A fine giornata ho raggiunto la cittadina di Debre Markos dove ho preso una stanza con tre euro e il cibo migliore che sono riuscito a mangiare sono state delle uova sode con il pane. Lungo la strada incontro spesso uomini con il turbante armati di fucile che sbucano dalle colline, ma per ora - assicura - non ho avuto problemi, solo che comincio ad essere stanco”. Partito il 20 febbraio da Città del Capo e diretto allo stretto di Bering, per Barone è, dunque, una fase complessa del viaggio che sta mettendo a dura prova le sue forze e le energie. Domenica 15 maggio dovrebbe raggiungere il Sudan dove, come aveva scritto, “mi potrò rilassare dalla tensione e dallo stress accumulato qui (in Etiopia, ndr) e rimettermi in forze. Non ho ancora completato neanche un terzo del percorso più lungo al mondo - ha precisato giovedì Lorenzo - ma vi assicuro che sto utilizzando tutte le mie energie per portare a terminare questa avventura. Sono stanco, ma la soddisfazione di essere arrivato fino a qui è davvero enorme”.