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Nocera Umbra, si chiude la storia della ex Merloni

Eleonora Sarri
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E’ la fine di un’epoca. Da oggi, 15 maggio 2022, i dipendenti della ex Indelfab di Colle, insieme ai colleghi di Santa Maria a Fabriano, sono ufficialmente disoccupati. Si chiude così l’epopea della Antonio Merloni che nei primi anni Duemila nel solo stabilimento di Nocera Umbra impiegava circa 1.700 dipendenti. Oggi i lavoratori rimasti in tutto il gruppo, all’ultimo dato ufficiale, sono 537 (262 in Umbria e 275 nelle Marche) che potranno contare per i prossimi due anni sulla Naspi. Qualcuno, nel frattempo, riuscirà ad andare in pensione ma per la stragrande maggioranza di operai e impiegati il futuro appare decisamente incerto in una zona dove la situazione economica è tutt’altro che florida e che, dopo la ripresa post Covid, si trova a fare i conti con la crisi innescata da caro energia e materie prime.

 

 

Con la fine della cassa integrazione straordinaria (il primo intervento dell’ammortizzatore sociale è del 2005 con 300 dipendenti a rotazione) si chiude la possibilità di una ricollocazione all’interno del sito industriale. A questo proposito nulla si sa ancora dell’esito del bando di vendita della curatela fallimentare mentre a Colle la mensa e il piazzale sono stati ceduti a un imprenditore locale, mentre una parte dei capannoni è affittata per i prossimi due anni a una cooperativa di logistica. Pesante l’aria tra gli ormai ex dipendenti, come spiega il delegato Fiom, Luciano Recchioni. “C’è sconforto e desolazione e non potrebbe essere che così. In molti dopo l’acquisto da parte di Porcarelli e la conclusione delle vicende giudiziarie contro le banche a suo favore avevano visto la luce in fondo al tunnel. Invece è arrivato il fallimento e la chiusura”.

 

 

I dipendenti nel corso degli anni hanno sentito parlare di numerosi progetti di riconversione, dal cachemire al grafene, che però non si sono mai concretizzati. “Le parole sono sempre state tante - chiosa Recchioni - ma la realtà è che siamo senza lavoro. Le speranze sono finite e francamente non abbiamo capito le scelte politiche nei confronti di questo territorio. Di grandi aziende in Umbria ne sono arrivate o ne dovevano arrivare, ma non si è mai sentito parlare di un insediamento sulla fascia nonostante la vicinanza alla direttrice Perugia-Ancona su strada e Roma-Ancona su rotaia”. Un territorio dove mancanza di lavoro e crollo delle nascite hanno come conseguenza una presenza massiccia di anziani. “Forse sarà il caso di iniziare a ripensare servizi e occupazione in questo senso per dare lavoro alle persone”. Ora si chiude la vicenda ex Merloni che ha visto anche aspre critiche per i lunghi anni di ammortizzatori sociali concessi. “Come sindacalista rivendico il fatto che questo ha permesso a tanti lavoratori di andare in pensione e ad altri di trovare una occupazione. Come sindacato abbiamo fatto il possibile per tutelare le persone”.