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Perugia, minore picchiata dal branco. Le baby bulle si vantano sui social: "Se lo meritava"

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Francesca Marruco
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Pentimento? Nessuno. Anzi, l’esatto contrario. Lo testimoniano i post ormai cancellati dai profili Instagram ripuliti delle baby bulle che mercoledì hanno aggredito brutalmente una ragazzina poco più piccola di loro prendendola a calci, pugni e schiaffi. Prima della cancellazione però quei post qualcuno li ha visti e ha fatto degli screenshot. Tutto materiale che è arrivato anche nelle mani dei carabinieri della compagnia di Perugia che stanno indagando sull’accaduto. Tolte le frasi non ripetibili, due delle tre ragazzine che hanno picchiato la quattordicenne si vantano delle loro gesta.  “La gente si deve fa i ca... loro quelli che mettono i video e insultano me e omissis solo perché l’abbiamo menata, non è che c’ha preso lo schizzo e l’abbiamo menata senza motivo, il motivo c’era eccome. Abbiamo fatto quello che si meritava e gli è andata bene che non l’hanno gonfiata anche le altre tre che ce l’avevano con lei. Quando i ragazzi fanno a botte va sempre bene, se lo fanno le ragazze no?”.

 

 

Parole spavalde e desolanti che tradiscono una completa mancanza di consapevolezza della gravità dell’accaduto. E questo non è nemmeno l’unico post pubblicato. Ce n’è un altro in cui, presumibilmente la ragazza che dà un pugno in faccia alla vittima in un bagno di un fast-food perugino, scrive: “Carissima questo era solo un assaggio, come ti ho fatto pulire tutto il chico o come ti è finita la testa nel water. Impara a difenderti invece di guardare mentre le prendi”. La vittima, una ragazzina di terza media, prova a difendersi coprendosi la testa mentre la prendono a calci e pugni dappertutto. Prova a difendersi a voce giustificando un commento sgradito. Ma le sue aguzzine - ragazzine che frequentano le superiori - la mettono in mezzo, la insultano e la massacrano di botte. In almeno due occasioni, quella al bagno del fast-food e quella nell’androne del palazzo di via Cortonese, avvenute lo stesso giorno.

 

 

In entrambe le aggressioni c’è almeno una persona che riprende tutto col telefonino. Invece di difenderla o aiutarla. Anzi, prima della scarica di calci e pugni nel portico del palazzo si sente anche qualcuno dire “dalle una bottigliata”, mentre un altro ragazzo fa freestyle, incitando alla violenza. I militari che indagano sanno chi sono. Di fatto sono tutti identificati e si attende che la Procura minorile decida come procedere. Intanto la vittima è ancora ricoverata in pediatria. Stamani verrà sottoposta a nuovi accertamenti per confermare una sospetta frattura.