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Perugia, quattordicenne pestata dal branco di baby bulle: ricoverata in ospedale

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Francesca Marruco
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Una la tiene per i capelli e l’altra le tira calci alla schiena e al torace. Una scarica di colpi impossibili da contare, di piedi che infieriscono con violenza. Il tonfo sordo delle botte è contenuto in un video in cui l’aggressione della baby-gang di ragazzine è ripresa in tutta la sua crudezza. Siamo a Perugia, nel portico di palazzone della prima periferia. Una ragazzina è appoggiata al muro e attorno a lei ci sono altre due giovani che la minacciano. Non sono le uniche presenti: ci sono anche altri ragazzi, alcuni prenderanno parte al pestaggio, altri cercheranno di salvare la ragazza dall’aggressione delle altre.

 

 

E dalle parole presto passano ai fatti come in un copione di un film violento: una le dà un ceffone in faccia e l’altra la prende per i capelli.  La trascina a terra e in molti iniziano a prenderla a calci.  Finché un ragazzo non urla di smetterla e riesce a tirarla via. Ma non è l’unico video che nella giornata di ieri è rimbalzato di chat in chat di giovani perugini. Ce n’è anche un altro - questo anche pubblicato su un profilo social - dove la stessa ragazzina è nel bagno di un locale. Di fronte a lei una coetanea che a un certo punto le dà un pugno in faccia, facendole sbattere la testa al muro. Poi la prende per i capelli, la trascina a terra e le dà tre calci sulla schiena. Scene inquietanti e preoccupanti. Soprattutto se si considera che si tratta di ragazzine che avranno al massimo 15 anni. 

 


La minore aggredita dal branco di quelle che a tutti gli effetti sembrano essere delle baby bulle è stata portata in ospedale mercoledì pomeriggio ed è stata ricoverata in pediatria con diverse contusioni e una sospetta frattura.  Dopo l’ingresso al Santa Maria della Misericordia, appurata la natura traumatica delle lesioni sono partite le indagini delle forze dell’ordine. Il caso è stato segnalato nell’immediatezza alla Procura dei Minorenni di Perugia che sta lavorando per identificare tutti i ragazzini coinvolti. Le spietate giovani che l’hanno presa a calci, pugni e schiaffi. Quelli che incitano alla violenza con frasi non ripetibili. Quelli che intervengono solo dopo. E pure quelli che hanno ripreso tutto con il telefonino