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Castiglione del Lago, Riccardo Capecchi può tornare a casa per venti giorni

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Riccardo Capecchi può tornare a casa. Il fotografo castiglionese, in Perù da tre anni, ha ricevuto l’ok per rientrare venti giorni in Italia. Poi, passato questo periodo, sarà costretto a volare nuovamente a Lima. Ma intanto è già un primo passo avanti in questa vicenda iniziata nel maggio 2019. Riccardo è accusato di essere complice di una banda dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Una settimana fa è cominciato il processo, e ieri si sono tenute due udienze: nella prima, il giudice ha concesso al fotografo di rientrare a Castiglione del Lago.

 

 

“L’udienza è iniziata con la presentazione dell’istanza da parte dell’avvocato Guillermo Astudillo (che lo difende assieme a Eduardo Guerrero, ndr) e con la richiesta della cessazione della misura cautelare dell’impedimento di lasciare il Paese - racconta Riccardo - che non può durare oltre il tempo trascorso in prigione preventiva. Io sono rimasto in carcere per 9 mesi, ma il presidente dell’aula aveva omesso di porre il termine di questa misura, dicendo che si doveva arrivare alla fine del giudizio orale”. Un passaggio sbagliato dunque, visto che la misura preventiva è finita da due anni.

 

 

“Il secondo punto ha riguardato la richiesta di rientro in Italia per 40 giorni, rettificato poi a 20 per rispettare tutte le tappe del giudizio già in programma - spiega ancora il fotografo - Questi argomenti sono stati tenuti in considerazione dal giudice. Inoltre è stato sottolineato come io sia stato sempre presente alle tappe del processo, abbia adempiuto al pagamento della cauzione, rispettato gli obblighi di firma e sia stato anche l’unico italiano sempre presente alla fase intermedia. Il pm si è opposto: per lui c’è il pericolo di fuga, io potrei essere tentato dal sottrarmi alla giustizia. Ma sarei potuto scappare già in questi due anni. Ci sono poi giurisprudenze della corte superiore che hanno dato permessi a persone nella mia stessa situazione. Alla fine quindi il giudice mi ha concesso questi 20 giorni. Nel giro di 24 ore verrà messa per iscritto questa udienza e poi avremo tempo una decina di giorni con la migrazione per stabilire il ritorno. Le date verranno comunicate ai giudici e, al termine l’obbligo, è quello di rientrare in Perù”.