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Perugia, molesta ragazzino: 30enne condannato a un anno torna libero

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Francesca Marruco
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Un anno con lo sconto di un terzo della condanna e con il riconoscimento del fatto di lieve entità e torna in libertà. E’ finita così, dinanzi al gip, Natalia Giubilei, il processo con rito abbreviato per il 30enne di origine albanese che nell’estate dello scorso anno venne arrestato in flagranza dalla polizia di Perugia per aver molestato un ragazzino minorenne fuori dal Decathlon di Corciano. Il pm, Gemma Miliani, titolare dell’inchiesta aveva chiesto una condanna a quattro anno di reclusione. Invece, la pena sotto i due anni ha determinato la immediata liberazione dell’uomo, che era ancora agli arresti domiciliari.

 

 

In quel pomeriggio estivo il 30enne - difeso dall'avvocato Fernanda Cherubini - aveva seguito fino al motorino e aveva attaccato bottone con il giovane chiedendogli un'informazione riguardo il tragitto di un autobus e riguardo un modello di computer. E poi da un momento all'altro gli aveva messo le mani addosso: con la destra lo aveva abbracciato e con l'altra lo aveva toccato sul torace e poi aveva indugiato sui genitali. Il ragazzino aveva avuto per fortuna la prontezza di distrarlo, indicandogli qualcosa con la mano e in quei pochi secondi era riuscito a mettere in moto lo scooter e scappare via. Sottraendosi dalle grinfie di un quasi insospettabile. Un uomo che fino a due minuti prima si aggirava per le corsie di Decathlon insieme ai due figli piccoli. Lasciati poi allo zio per inseguire il quindicenne e molestarlo nel parcheggio. Poi il ragazzo era tornato sul posto col padre che intanto aveva chiamato la polizia e che poco dopo lo aveva arrestato. In sede di interrogatorio di garanzia aveva negato tutto dicendo di avergli dato una pacca sulla spalla per le informazioni ricevute. Ma nessuno gli aveva creduto. Il gip Piercarlo Frabotta nella convalida dell’arresto scriveva: “L'indagato ha una precisa tecnica di approccio per avvicinare giovani adolescenti maschi”.

 

 

Si tratta di una “pretestuosa richiesta di informazioni relative a computer da acquistare o riparare perché evidentemente sa che su quella materia le giovani vittime da molestare possono con ogni probabilità intrattenere un colloquio essendo l'informatica ormai patrimonio comune di pressoché tutti i giovani e proprio ciò illumina la particolare insidiosità e pericolosità dell'arrestato che ha studiato addirittura una efficace tecnica per avvicinare le giovani vittime da molestare”. Nel corso delle indagini erano emersi altri episodi similari per cui non era mai stata sporta denuncia, accaduti in precedenza. Il gip che lo aveva spedito in carcere, parlava di “assoluta assenza di freni inibitori e totale incapacità di contenere le proprie insane pulsioni sessuali”. Quello stesso uomo ora è tornato libero.