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Foligno, peggiora la raccolta differenziata: Legambiente lancia l'allarme

Susanna Minelli
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Legambiente Foligno all’attacco sui dati resi noti da Arpa sulla raccolta differenziata. “Intendiamo esprimere profonda preoccupazione per la situazione della raccolta differenziata in città e nelle frazioni. I dati del quarto trimestre 2021 vedono Foligno chiudere l’anno retrocedendo di ben tre punti percentuali rispetto al 2019, affermandosi al 59%. Un dato che ci sembra davvero deludente. Eppure i buoni esempi non mancano in Umbria, con lo stesso gestore e buoni risultati a due passi c’è Trevi, mentre Terni e Narni, con gestore diverso, hanno altissimi livelli di differenziazione” si spiega in una nota.

 

 

“E’ come fare il massimo per ottenere il minimo risultato, potremmo e dovremmo spingerci ben oltre - commenta Marco Novelli, presidente del Circolo di Foligno Valli del Topino di Legambiente - Inoltre, a fronte di tutto lo sforzo profuso dal circolo, da altre associazioni e da privati ed aziende per sensibilizzare la popolazione tramite pulizie volontarie, interventi nelle scuole e raccogliendo le tante segnalazioni dei cittadini, la situazione rimane nello stallo da anni ed in lento ed inesorabile peggioramento se si considera anche il fenomeno, collegato, dell’abbandono dei rifiuti”. Nella nota si tiene a sottolineare “il forte scoramento tra i cittadini e le associazioni che si impegnano per una città più ‘verde’ in un periodo nel quale il recupero delle materie prime, sempre più costose, diventa più che mai una necessità. Per questo si attende da tempo il piano industriale di Valle umbra servizi perché è più che mai urgente una riorganizzazione ed efficientazione dell’Ente gestore del servizio di igiene urbana che mostra diverse lacune e non riesce a coprire adeguatamente i servizi e il territorio per i quali è chiamato a lavorare. Si attende con speranza anche l’inizio del funzionamento del nuovo centro di riuso”.

 

 

Infine il Circolo folignate di Legambiente ha ricordato alcune proposte che aveva fatto alle istituzioni negli scorsi mesi tra cui “l’estensione e ripianificazione dei servizi di raccolta con potenziamento del porta a porta; iniziare a ‘coprire’ in maniera adeguata anche le frazioni montane; estendere la possibilità dei controlli e delle sanzioni attraverso più personale adibito a tale mansione; censimento delle utenze al fine di scovare le tante situazioni senza contratto di servizio; un sistema di tariffazione puntuale per abbassare la Tari alle utenze virtuose e incentivare con piccoli premi o sconti i cittadini responsabili”.