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Terni, pellegrinaggio di amici e fedeli dall'eremita malato alla Romita di Cesi

Antonio Mosca
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Fra’ Bernardino sta male, ma non ha voluto abbandonare il suo eremo di Cesi, a Terni, sui monti Martani. E così, dopo un periodo trascorso in ospedale ha scelto di tornare in mezzo ai boschi, in quell’atmosfera francescana che da sempre è il segno della sua vita. Un’esistenza esemplare, la sua, come conferma l’incessante pellegrinaggio di amici e fedeli alla Romita dove il frate è accudito amorevolmente e con tutta la assistenza medica del caso.

Ci sono anche degli infermieri che si sono messi a disposizione per ogni necessità e fanno la spola tra Terni e l’eremo. “Da molti giorni - racconta una persona che le è particolarmente vicina - ha a che fare con una grave malattia che sta affrontando con coraggio e serenità. E noi gli siamo accanto per dargli cure mediche e conforto. Ma devo dire che è proprio lui, anche in questo momento così difficile, ad essere d’esempio per tutti noi, a farci coraggio e a non farci sentire soli”. “La Provvidenza - racconta una donna che lo conosce da molti anni - è dalla sua parte ed ora è cullato dall’amore di chi l’ha conosciuto e che  si è raccolto in preghiera per lui.

Tutti noi stiamo vivendo questo momento con grande fede e partecipazione”. Fra’ Bernardino, che prese i voti 67 anni fa, è un uomo di grande carisma spirituale, ma anche un fine intellettuale, un uomo che, seguendo l’esempio di San Francesco, ha legato la fede in Dio all’amore per il creato, la natura e gli animali. Il convento, che ha costruito mattone su mattone al posto di un vecchio rudere a 800 metri di altezza, è un’oasi di pace e rigenerazione spirituale. Due anni fa, in pieno lockdown, invitò a riflettere sul fatto che “abbiamo maltrattato per anni madre Terra e ora siamo costretti a fermarci e a ripensare i nostri stili di vita”.