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Umbria, così le imprese italiane possono farsi conoscere anche in Cina

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Creare un punto di congiunzione tra l’economia italiana e quella cinese abbattendo i muri culturali e digitali che rendono complicata la comunicazione e l’integrazione tra le due realtà. E’ questa la missione di Long Advisory, l’azienda di digital marketing co-fondata da due amici umbri, entrambi di 26 anni, Matteo Buchta di Gubbio e Riccardo Pelissero di Foligno. “Il nostro core-business è supportare le aziende italiane nel mercato cinese - spiegano i due giovani - In particolare, offriamo servizi di digital marketing adattando la comunicazione aziendale dei nostri clienti all’audience cinese”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Long Advisory, nata nel 2020 - in piena pandemia - è ora una realtà radicata in tutto il territorio nazionale che vanta collaborazioni importanti, soprattutto nel settore dell’arredamento. “Il mercato cinese viene spesso percepito dagli imprenditori italiani come distante e molti trovano difficoltà a inserirsi nei canali di comunicazione e promozione digitale che sono profondamente diversi dai nostri - evidenzia Matteo Buchta - In Cina, infatti, non esistono Google, Instagram o Facebook ma delle controparti comunque molto influenti come WeChat, l’applicazione di messaggistica in assoluto più popolare che offre molte funzionalità rispetto ad altre applicazioni simili e che viene utilizzata anche per postare e condividere foto, musica e articoli ma anche per effettuare pagamenti e videochiamate”. L’agenzia di comunicazione si avvale di un team in Italia il cui compito è quello di accompagnare le aziende nel processo finalizzato al raggiungimento del mercato cinese e al consolidamento del brand italiano in Cina e di un gruppo di lavoro che opera direttamente sul posto, composto da esperti di nazionalità cinese, che conoscendo le abitudini e le attitudini di quella popolazione meglio riesce a rendere appetibile un determinato brand o prodotto.

 

 

 

 

 

 

Francia, Germania e Stati Uniti in questo momento stanno spingendo molto dal punto di vista comunicativo sul mercato cinese, consapevoli delle potenzialità dello stesso - spiegano i due - In Italia, invece, c’è ancora un po’ di resistenza. Le nostre imprese, spesso a conduzione familiare, sono più ancorate a una visione tradizionale di scambio commerciale, investono ancora nelle grandi fiere senza rendersi conto che la comunicazione digitale è in grado di raggiungere un target decisamente più vasto a costi notevolmente inferiori. Eppure l’Italia e l’Umbria, in particolare, avrebbero magnifiche opportunità non soltanto con l’arredamento ma anche con il fashion e con i prodotti dell’enogastronomia, tanto per fare qualche esempio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’unicità del made in Italy, insomma, potrebbe giocare un ruolo di primo piano nel mercato cinese. “Nel 2022 le aziende italiane non possono permettersi di perdere questa occasione - evidenziano Matteo Buchta e Riccardo Pelissero - quella che noi offriamo è una possibilità di raccordo e integrazione che senza le giuste competenze rischierebbe di andare persa”.