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Umbria, boom di richieste per le auto usate. Prezzi alle stelle e truffe in agguato

Catia Turrioni
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E’ boom di richieste per le auto usate ma la disponibilità diminuisce e i prezzi salgono. E le vendite, che nel 2021 avevano fatto registrare un +13,9% rispetto all’anno precedente per una spesa di 319 milioni, ora sono in frenata: i passaggi di proprietà, secondo i dati dell’Aci relativi al primo quadrimestre del 2022, hanno fatto registrare in Umbria un -12,9%, percentuale più marcata nella provincia di Perugia (-13,6%) piuttosto che in quella di Terni (-10,8%).

 

 

 

 

 

“Continua il periodo nero del settore automobilistico per quanto riguarda il nuovo - spiega Michele Biselli, presidente regionale Arca, l’associazione dei concessionari aderente a Confcommercio - prima il Covid e il conseguente lockdown, poi la crisi dei semiconduttori e i ritardi nella produzione e nelle consegne, ora la guerra in Ucraina e il caro benzina. Tutti fattori che pesano sulle vendite, ora ferme in attesa degli incentivi promessi dal governo per aiutare il settore. Così in molti guardano all’usato che però ormai è esaurito - evidenzia Biselli - i piazzali dei concessionari sono sempre più vuoti e siccome l’offerta è limitata, i prezzi salgono: parliamo di un 15% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Non trovando nelle concessionarie, in molti tentano la strada della compravendita tra privati. Secondo la piattaforma digitale Subito, le manifestazioni di interesse verso un annuncio sono aumentate dal 10 al 30% a seconda del modello delle auto.

 

 

 

 

 

 

 

“Occhio però - ammonisce Damiano Marinelli, presidente dell’Unione consumatori Umbria - abbiamo molte segnalazioni di privati che tentano di vendere auto usate a prezzi esorbitanti, con aumenti che vanno dal 20 al 50% rispetto a un anno fa. Quello che noi consigliamo è di rivolgersi sempre a un operatore esperto per una valutazione prima di procedere con l’acquisto”. Aumenta il costo delle auto ma anche quello del carburante. Dopo la tregua delle ultime settimane, in seguito al taglio fiscale delle accise deciso dal governo, stanno tornando a salire i prezzi di diesel e benzina. “Aumenti che noi subiamo e di fronte ai quali non possiamo che rimanere inerti - torna a ribadire Roberto Proietti Barzanti, presidente Faib Confesercenti Umbria - Siamo i primi, anzi, a subirne le conseguenze negative”.