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Spoleto, “per rilanciare il turismo Don Matteo non basta, servono anche altri eventi”

Filippo Partenzi
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La solita garanzia. La tredicesima stagione di Don Matteo, dopo un avvio complicato per quanto riguarda gli indici d’ascolto, con l’avvento di Raoul Bova nel ruolo di protagonista al posto di Terence Hill è tornato a macinare risultati record. La puntata di giovedì 5 maggio su Rai1 ha totalizzato 6.282.000 spettatori pari al 31.5% share. Cifre che si stanno traducendo in numerose prenotazioni nelle strutture ricettive.

 

 

Un quadro positivo confermato dal presidente del ConSpoleto, Carlo Dello Storto, secondo il quale, però, per rilanciare in maniera definitiva la città serviranno anche altre iniziative. Da qui la richiesta dell’associazione di categoria al Comune di pianificare un cartellone di eventi e ideare (in collaborazione con soggetti pubblici e o privati) nuove manifestazioni in grado di rafforzare ulteriormente l’immagine del territorio. “Dobbiamo catturare l’attenzione delle persone e dare loro sempre un motivo per venire qua. I musei fanno la loro parte e la Spoleto card funziona - ha detto - ma a tutto ciò bisognerebbe aggiungere concerti, fiere o altri tipi di rassegne”. All’orizzonte ci sono il Concorso Internazionale della danza (15-21 maggio), il Festival dei Due Mondi (24 giugno-11 luglio), la Spoleto-Norcia in Mtb (2-4 settembre) e Dolci d’Italia (29 ottobre-primo novembre): un calendario non ritenuto sufficiente.

 

 

“I turisti, quando arrivano, vogliono trovare qualcosa di interessante da fare: dobbiamo quindi individuare il modo per riuscire a trattenerli”. E non finisce qua: per il ConSpoleto, infatti, sarebbe opportuno iniziare a riflettere pure in vista dei Capodanno. In attesa di sviluppi, a garantire flussi costanti agli alberghi e agli agriturismi spoletini ci sta pensando lo sceneggiato della Lux Vide. “In tanti ci chiamano per chiedere informazioni dopo aver visto in tv le spettacolari immagini della nostra città”. La serie, a distanza di poco più di sei settimane dalla messa in onda del primo episodio, si conferma tra i principali volani di sviluppo economico capace di attrarre, ogni volta, famiglie intere e regalare agli operatori del settore importanti boccate d’ossigeno. “Grazie a Don Matteo il pernottamento medio si è allungato. Prima i visitatori - ha spiegato Dello Storto - si fermavano una notte e poi ripartivano, ora invece restano tre giorni in modo tale da avere tutto il tempo necessario per visitare i luoghi in cui è ambientato”. Anche il modo di viaggiare è cambiato: “Non c’è più programmazione: a prevalere è il last minute”.