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Umbria, azienda cerca operai ma non li trova. Il titolare: "Preferiscono il reddito di cittadinanza"

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Da oltre un anno alla disperata quanto inutile ricerca di operai. “A quanto pare nessuno ha bisogno di lavorare”, dice sconsolato Paolo Tacci, titolare insieme ai figli della Elettrogima di Terni. L’azienda, specializzata nel settore della sicurezza, si occupa principalmente dell’installazione di impianti di allarme e video controllo dotati delle più innovative tecnologie. Nata nel 1988, Elettrogima ha piano piano ampliato il suo campo d’azione ed è ora operativa in tutta Italia, in Veneto in particolare. 

 

 

 

 

“Abbiamo tanto lavoro e poco personale - racconta Tacci - Avremmo bisogno urgente di un elettricista e di un paio di operai. Abbiamo messo annunci sui social, ci siamo rivolti alle agenzie interinali e agli uffici di collocamento ma quando contattiamo i soggetti che ci vengono segnalati la risposta è sempre negativa. C’è chi ci ha chiaramente risposto che preferisce non rinunciare al reddito di cittadinanza”. Eppure le condizioni proposte sembrano decisamente buone. “I requisiti? Cerchiamo semplicemente gente che abbia voglia di lavorare - evidenzia Tacci - Noi, in cambio, offriamo sicurezza e solidità: non un apprendistato ma un contratto a tempo indeterminato con il primo stipendio che si aggira intorno ai 1.400 euro. Lavoriamo dal lunedì al venerdì sia nel Ternano che fuori regione. Ma le trasferte vengono effettuate con mezzi aziendali e le spese sono tutte pagate. In Veneto, dove siamo più radicati, mettiamo a disposizione una casa dove alloggiare. E’ chiaro che può capitare di dover eseguire un intervento più lungo di altri e quindi di dover stare anche tre o quattro settimane fuori casa. Ma il lavoro è molto tecnico e pulito, richiede solo una buona manualità e una infarinatura sull’utilizzo del computer - ci tiene a sottolineare Tacci - L’ultimo ragazzo che abbiamo inserito ha imparato tutto nel giro di tre mesi e il suo stipendio arrivava a 1.800 euro. Ma ci ha lasciati perché - ci ha detto - non riusciva a stare con il suo bambino come avrebbe voluto”. Anche dalle associazioni di categoria - Confartigianato, Cna e Ance tanto per citarne alcune - arriva la conferma delle difficoltà che hanno le aziende a reperire personale specializzato. “Non nascondo che con il reddito di cittadinanza il fenomeno si è amplificato - evidenzia Mauro Franceschini, presidente Confartigianato Umbria - e c’è chi chiede di lavorare in nero per non perdere il sussidio”. 

 

 

 

 

 

 

Non riescono a trovare personale neanche bar e ristoranti che in vista della stagione estiva devono rimpolpare l’organico. “Dal personale di sala al bancone, dai portieri di notte all’aiutante in cucina: il personale non si trova e il maggior nemico è il reddito di cittadinanza - ha più volte ribadito Matteo Fortunati, presidente Assoturismo Umbria - Questi sono lavori impegnativi e molte persone disoccupate preferiscono continuare a prendere il sostegno statale piuttosto che rinunciarvi per assunti senza avere una assoluta garanzia di stabilità”.