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Perugia, il no dei commercianti alla pista ciclabile al centro di Ponte San Giovanni

Foto: Giancarlo Belfiore 

Sabrina Busiri Vici
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Tempi stretti per la realizzazione della pista ciclabile che attraverserà il centro di Ponte San Giovanni. Un progetto da 850 mila euro che diventerà realtà entro il 10 agosto. Il Corriere dell’Umbria è entrato nel quartiere per capire cosa ne pensano residenti e commercianti. Un no al progetto della ciclovia arriva dai titolari dei negozi di via Manzoni. “Dopo due anni di pandemia le priorità che abbiamo nel quartiere sono ben altre: dai parcheggi, alla manutenzione delle strade al traffico. Non certo una pista ciclabile”, commenta Valeria Italiani, titolare del negozio di abbigliamento femminile I love abitini. “Abito a Santa Maria rossa e ho il negozio in via Manzoni da 15 anni, in questi tempi difficili ho cercato di tenere sempre aperto, non ho messo le mie tre commesse in cassa integrazione, e spero che le potenzialità commerciali del quartiere ora non vengano messe a repentaglio da un progetto non adatto a questa realtà”.

 

 

Accanto a lei e della stesso opinione è Silvia Capucella titolare di Dorico calzature: “Ponte San Giovanni ormai non è più considerato il Bronx di Perugia: è un centro commercialmente appetibile. E come area residenziale è molto comoda: ci sono tutti i servizi. Una pista ciclabile a cosa servirebbe? Non certo a facilitare la mobilità e tanto meno il commercio”. Stessa linea è espressa da Simonetta Alunni, proprietaria della pasticceria omonima: “C’è troppo traffico, mancano i parcheggi e soprattutto non c’è spazio per fare le cose fatte bene. Sono assolutamente contraria”. Anche Gemma de La Riviera, negozio di abiti da cerimonia sempre in via Manzoni, dice no al progetto: “Abbiamo la via per lo più intasata dai furgoni per il carico e scarico delle attività commerciali un progetto di ciclopista dovrebbe tenere conto di queste problematiche. Sarebbe meglio pensare a dare più spazio ai posti auto e a riqualificare le strade”. Antonella, non è di Ponte San Giovanni si trova in zona per degli acquisti, non è informata sul progetto in questione ma l’idea non le dispiace: “Ci vorrà però tempo perché la gente del quartiere acquisisca l’abitudine di andare in bicicletta”.

 

 

Marco Finocchi, titolare del caffè Agorà, vorrebbe che ci fosse più attenzione da parte dell’amministrazione comunale per l’arredo urbano, la segnaletica, la viabilità e della pista dice “se le cose sono belle e fatte bene vengono anche utilizzate”. E sottolinea: “Ponte San Giovanni è una zona sempre più popolosa, più sicura e ben servita. Il nodo più urgente da sciogliere è il traffico”. Elisabetta, collaboratrice di Marco, va controcorrente: “Penso che la pista ciclabile all’interno dell’abitato sia una grande opportunità per tutti”. A chiudere inseriamo una voce conosciuta nel quartiere, il giornalista Gino Goti: “Da pensionato sono ben contento di poter andare in bicicletta ma da osservatore del quartiere dico che i problemi da prendere in considerazione sono altri: dalla manutenzione delle strade, alle perdite delle condutture per passare alla cura del verde”. E non risparmia il nuovo centro servizi: “Una bella struttura ma ancora non funziona a pieno regime per fare alcuni certificati bisogna recarsi negli uffici comunali centrali. Un’assurdità”.